Antiracket, Capodicasa (PD) incontra Cutrò: “Serve una legge per sostenere gli imprenditori taglieggiati”

angelo_capodicasaIl parlamentare del Partito democratico Angelo Capodicasa ha incontrato stamane a Bivona l’imprenditore Ignazio Cutrò, presidente dell’associazione antiracket “Libere Terre”.

Capodicasa, rispondendo all’appello rivolto ai parlamentari agrigentini, ha voluto incontrare l’imprenditore, testimone di giustizia più volte vittima di attentati intimidatori, per dare un segnale di vicinanza e per fornire la massima collaborazione all’associazione antiracket, al fine di presentare un disegno di legge che prevede la copertura assicurativa totale a carico dello stato per tutelare gli imprenditori che hanno scelto di denunciare il racket.

Capodicasa e Cutrò hanno già programmato una serie di iniziative che saranno messe a punto a settembre, insieme a tutti i parlamentari agrigentini, tra cui con un incontro nella “città delle pesche”. Il deputato agrigentino ha assicurato a Cutrò il suo sostegno per l’apertura ad Agrigento di uno sportello tematico per la legalità che fornisca assistenza agli imprenditori vittime del pizzo che decidono di ribellarsi alla mafia.

Intanto, il vice presidente del Consiglio provinciale, Piero Giglione – che ha accompagnato Capodicasa all’incontro con Cutrò – si sta già interessando a trovare una sede all’associazione “Libere Terre” in alcuni locali della Provincia a Bivona e ad Agrigento chiedendo la disponibilità e la collaborazione del presidente Eugenio D’Orsi.

“Sono molto contento della vostra visita che mi incoraggia ad andare avanti e che fa sentire meno soli me, la mia famiglia e i membri dell’associazione che già vanta una trentina di iscritti e che comincia a produrre i primi risultati”, ha detto Cutrò durante il colloquio dopo aver illustrato ancora una volta la sua proposta di un disegno di legge a sostegno degli imprenditori taglieggiati da Cosa nostra.

“Era mio dovere incontrare Cutrò dopo il suo disperato appello ai parlamentari per dargli un segno di vicinanza e fornirgli la massima collaborazione per i progetti dell’associazione “Libere Terre”. Dopo aver letto la lettera di Cutrò – ha detto Capodicasa – mi sono subito precipitato a Bivona per incontrarlo. Non si può restare indifferenti, bisogna evitare che la drammatica storia dell’imprenditore bivonese affondi nel vuoto creando una ulteriore condizione di isolamento che potrebbe scoraggiare Cutrò e gli altri imprenditori che attraverso l’associazione hanno deciso di voltare pagina e collaborare con la giustizia”.