Riapertura del collegio dei Filippini, soddisfazione del consigliere Civiltà

Soddisfazione e compiacimento del Consigliere Comunale dell’Udc Giovanni Civiltà  per la riapertura del Collegio dei Filippini che dichiara:

“La riapertura del magnifico complesso monumentale del Collegio dei Filippini, accuratamente restaurato dopo anni di degrado e abbandono, rafforza la convinzione che Akragas,  fondata nel 581 a.C. dai coloni Rodii e Cretesi, abbia più una vocazione turistica  che industriale, e che il suo sviluppo e rilancio economico, passino per la conservazione (che non è mummificazione!), valorizzazione e fruizione (tre principi questi  della museologia moderna), di un immenso patrimonio storico- artistico ed  architettonico.

Grazie alla geniale intuizione del “Consigliere” Muglia , al coraggio del giovane Sindaco Zambuto e all’ amore per questa terra del  regista Michele Guardì,  gli agrigentini, e non solo, potranno ammirare e godere così  di un splendido palazzo settecentesco, sottratto all’oblio, alle polveri e all’azione distruttiva del tempo, contribuendo efficacemente ad elevare il tono della vita letteraria e culturale dei prossimi anni nella città dei templi.

Con tale gesto  di puro mecenatismo, Guardì,  ha voluto  promuovere ed onorare  indirettamente,  il nuovo ordine della politica agrigentina: fatta di giovani amministratori e consiglieri comunali che fedeli al mandato e al ruolo che essi rivestono hanno come primo obiettivo il perseguimento dell’interesse comune.

L’Esecutivo di Palazzo dei Giganti ha sfidato l’ elefantiaca macchina burocratica che per troppi anni ha ostacolato la crescita culturale di questa terra impedendone  la riapertura in tempi relativamente brevi. Il taglio del nastro tricolore simbolo oramai perduto dell’identità nazionale, ancora tra i valori fondanti di questo popolo, vuol rappresentare un momento del rilancio culturale della città di Agrigento.

Non solo il dorico periptero esastilo, l’ekklesiasterion, l’Oratorio di Falaride, il Bouleuterion, il Quartiere ellenistico romano da oggi, i  turisti, gli amanti del bello e della cultura che vorranno “saziarsi” del sapere agrigentino lo potranno fare visitando  il complesso monumentale  che vede esposte al suo interno opere di ineguagliabile ed impareggiabile valore: collezione Sinatra,  con le opere del più  importante paesaggista siciliano dell’Ottocento Francesco Lojacono ( in ottimo stato di conservazione grazie anche all’attenzione ed alla cura della Soprintendenza ai BB.CC. della città dei templi) e la collezione del sambucese Gianbecchina.

Il collegio non dovrà elevarsi solo ed unicamente a santuario di un sapere da conservare; il centro culturale dovrà avere tra le proprie mission quella di una comunicazione sempre più aperta e fruibile del proprio patrimonio e dei propri tesori, in un ottica di vero e proprio servizio rivolto ai cittadini; obiettivo perseguito in passato dall’assessore dell’UDC con delega ai beni culturali On. Antonello Antinoro.

Dovrà questa testimonianza materiale avente valore di civiltà  essere palestra e fucina per quanti vorranno approfondire lo studio e coltivare la passione dell’arte per fare di Agrigento una città capitale della cultura e dell’arte del  mediterraneo”.