La tassa sulla Tia è illegittima. Soddisfazione del consigliere Cumbo

Una bella notizia per i contribuenti agrigentini: non va pagata l’iva sulla Tia – tariffa di igiene ambientale –. Parte dunque la corsa alla richiesta di rimborso per l’illegittima l’applicazione dell’imposta sulle bollette 2009.

A tal proposito esprime soddisfazione il consigliere comunale dell’Udc, Giuseppe Cumbo, che per primo ha sollevato la questione e che ha presentato in consiglio comunale una interrogazione.

Ecco il testo integrale dell’intervento del consigliere comunale dell’Udc, Giuseppe Cumbo, reso nel corso della seduta di ieri del Consiglio comunale:

“Presidente, più che una comunicazione, si tratta di informare la cittadinanza degli sviluppi che ha avuto la recente interrogazione proposta dal sottoscritto nel mese di febbraio di quest’anno e riguardante la presunta illegittimità dell’Iva sulla Tariffa di Igiene Ambientale. In quella sede, si era concordato con l’Assessore Volpe di istituire un tavolo tecnico al quale dovevano partecipare esperti nel settore, le organizzazioni sindacali più rappresentative, le associazioni di categoria a difesa dei cittadini ed altri organismi competenti in materia, al fine di concordare le azioni da intraprendere perché venisse accertata la natura tributaria della Tia e conseguentemente esclude l’IVA dagli importi addebitati nelle relative bollette. Successivamente, si era accertato che della questione si era interessata la Corte Costituzionale e, pertanto, di comune accordo con l’Assessore Volpe, si era ritenuto opportuno soprassedere alla concertazione programmata, in attesa di conoscere il giudizio definitivo della Corte Costituzionale. Con sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, la Corte Costituzionale ha definitivamente accertato che l’IVA sulla TIA non va applicata stabilendo in maniera inequivocabile e definitiva che la Tariffa ha natura tributaria al pari della vecchia TARSU. A tal proposito vorrei leggere solamente un breve periodo della sentenza citata ed in particolar modo uno stralcio relativo al paragrafo 7.2.3.6. In esso si legge testualmente: Un altro significativo elemento di analogia tra la TIA e la TARSU è costituito dal fatto che ambedue i prelievi sono estranei all’ambito di applicazione dlel’IVA”.

Con questa sentenza si ha, quindi, la certezza giuridica che l’IVA non è assolutamente dovuta sulle bollette relative alla TIA. Accertato che l’imposta non va corrisposta, occorre a questo punto stabilire quali azioni il cittadino può intraprendere per far valere i propri diritti, considerato che, attualmente, l’ATO GESA sta notificando le bollette relative all’anno 2009 applicando illegittimamente l’IVA del 10% nonostante la sentenza della Cote Costituzionale sia precedente all’emissione delle bollette. Considerato altresì che le sentenze della Corte Costituzionale hanno natura meramente interpretativa, si rende possibile la restituzione dell’IVA anche per gli anni precedenti. E’ necessario, pertanto, e a mio parere, che i cittadini che hanno corrisposto la TIA presentino un’istanza all’ATO GESA nella quale va richiesta, sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale ed in ossequio alle vigenti disposizioni legislative in materia di Imposta sul Valore Aggiunto, l’emissione di note di credito per tutte le bollette notificate a prescindere dalla loro riscossione. L’ATO GESA a seguito delle istanze prodotte potrà o restituire l’IVA illegittimamente riscossa o portare tale importo in diminuzione delle successive bollette. E’ necessario, quindi, che questa amministrazione comunale si attivi immediatamente affinché l’ATO GESA, a seguito dei principi giuridici evidenziare nella sentenza della Corte Costituzionale:

a) si astenga dall’addebitare l’IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale per le bollette che dovrà emettere;

b) proceda sulla scorta delle istanze prodotte dai cittadini a restituire l’IVA illegittimamente richiesta.

Occorre pertanto che questa amministrazione comunale, a tutela degli interessi dei cittadini, attivi un adeguato servizio di informazione ed assistenza. Per quanto mi è possibile metto a disposizione di questa amministrazione e della cittadinanza la mia esperienza in campo fiscale a difesa di quanto vorranno chiedere la restituzione dell’IVA sulle bollette della TIA”.

PS: alla mia comunicazione in aula ha fatto seguito un breve intervento del sindaco Marco Zambuto il quale ha espresso compiacimento per l’iniziativa ed ha assicurato che entro pochi giorni si attiverà con l’ATO GESA per avviare le procedure necessarie alla luce della sentenza della Corte Costituzionale. E non ha escluso l’indizione di una conferenza stampa per illustrare ai cittadini i passi da seguire.