Immigrazione, Barrale (UDC): “Gioco leghista su Facebook riprovevole”

“Siamo profondamente indignati per l’ennesima caduta di stile di alcuni militanti leghisti, tra cui il “geniale” figlio di Umberto Bossi, che hanno ideato un gioco dal nome “Rimbalza il clandestino”, ossia un’applicazione sviluppata all’inizio di questa estate e disponibile sulla pagina ufficiale su Facebook della Lega Nord che ha quale scopo quello di far sparire con un clic le barche con gli immigrati a bordo”.

Lo dichiara il coordinatore regionale giovani UDC Sicilia Valerio Barrale che definisce l’iniziativa “non solo sono riprovevole sul piano morale, in quanto considerano gli esseri umani alla stregua di “nemici” da abbattere, ma permette di trarre importanti spunti politico-istituzionali nella misura in cui, alla luce dei principi di solidarietà, eguaglianza e rispetto sanciti a livello internazionale dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e dalla “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, il fatto che movimenti politici sponsorizzino simili atti da luogo ad una pericolosa istigazione sociale lesiva non solo dei principi internazionali ma pericolosa per i risvolti razzisti che comporta ed in ogni caso produttiva di una grave degenerazione morale e culturale”.

“L’indignazione – prosegue Barrale –  è ancora maggiore se si pensa che tutto ciò accade proprio nei giorni dell’ennesima strage di migranti nello stretto di Sicilia, in cui decine di disperati perdono la vita nell’ulteriore “grave offesa all’umanità e al senso cristiano della vita”. Queste vicende dimostrano come nella nostra società stia dilagando una visione razzista e xenofoba del prossimo che dimentica il rispetto dei più elementari diritti umani e che troppo spesso vede protagonista la Lega e l’avallo silenzioso della politica Italiana.

Condanniamo fermamente questi comportamenti per nulla civili e invitiamo tutti i giovani Italiani ad un’attenta riflessione su atteggiamenti che nulla hanno a che fare con l’Italia dell’accoglienza e del rispetto dei fondamentali diritti dell’uomo” conclude Barrale.