Riapertura collegio Filippini, comunicato della sovrintendente Costantino

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Sovrintendente ai Beni Culturali Gabriella Costantino.

In vista dell’imminente evento espositivo promosso dal Comune di Agrigento presso la sede del complesso dei Filippini, corre l’obbligo da parte di questa Soprintendenza di dare una corretta informazione su quanto accaduto ed esprimere le proprie valutazioni in ordine al trasferimento di opere appartenenti a pubbliche raccolte sottoposte a vincolo, inclusa la collezione Sinatra, dalla sedi Santo Spirito a quella dell’ex convento dei Filippini. Si tratta infatti di una operazione illegale oltre che anticulturale, in cui le pubbliche raccolte sono utilizzate alla stregua di privati patrimoni, costringendo questa Amministrazione a procedere secondo quanto impone la legge, nonostante i tentativi informali posti in essere per segnalare le irregolarità delle operazioni. Sul piano più specificamente culturale e della informazione, non si può tacere la portata negativa della azione sulla collezione Sinatra. Restituita ai cittadini nel 1997 sulla base di un progetto scientifico ed espositivo che ne ha messo in luce la pregnanza e il valore altissimo nell’ambito della pittura siciliana tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, essa è stata arbitrariamente dismessa da quell’allestimento che integrava indissolubilmente supporti espositivi e apparati didattici, coerenti con le ricerche e gli studi condotti, per essere oggi declassata a mero arredamento – quasi si trattasse di una privata abitazione – del già di per sé prestigioso complesso dei Filippini. Dall’odierno sopralluogo presso il salone del Museo di Santo Spirito, in cui i dipinti della collezione Sinatra si trovavano, emerge uno scenario desolante : supporti espositivi danneggiati; impianto di illuminazione smembrato; materiali didattici curati dalla Soprintendenza arbitrariamente dimessi e trasferiti, così da annullare quella dignità scientifica che la collocazione in quella sede, con quella sequenza espositiva e quei supporti didattici, dava all’intera raccolta.  Dal medesimo sopralluogo si apprende che tale incresciosa operazione sarebbe avvenuta nella notte fra il tredici e il quattordici, all’insaputa dei funzionari del  Museo di Santo Spirito.  Oltre allo spostamento della collezione Sinatra, durante il medesimo sopralluogo è stata rilevata anche l’assenza di gran parte di opere e dipinti, del cui trasferimento e relativa consistenza questa Soprintendenza non ha contezza alcuna e ciò a pregiudizio della salvaguardia delle opere stesse in merito a elenchi identificativi, modalità e precauzioni di imballaggio, trasporto, funzionari responsabili e copertura assicurativa.