Mi vergogno perchè…

elio4Si dice che presto uscirà un nuovo libro e dopo averlo letto saranno in molti ad Agrigento che si vergogneranno così tanto da non uscire più da casa. Credo che non sia necessario comprarlo per avere dei buoni motivi per non uscire da casa. Anche se non ho ancora letto il libro, faccio parte comunque della schiera di quelli che provano questa vergogna. La vergogna cioè di uscire da casa e vivere certe incredibili esperienze. Ecco cosa mi è capitato oggi.

1)sulla spiaggia di Giallonardo ho visto almeno una ventina di motoscafi e gommoni sfrecciare a pochi metri dal mio ombrellone. Ho chiamato la capitaneria di Porto ed è arrivato un giovane ufficiale, si chiama Sgroi, è in Sicila da poco e mi confessa che gli abusi sono moltissimi, ma le forze per mare e per terra per fare i controlli necessari molto scarse. Mi vergogno perché credo che gli abusi vengano puniti e le forze siano sufficienti per fare rispettare le leggi, visto che lo sono per respingere in mare gli africani.

2) tornato in città vado nell’unico ufficio postale dove si possono ritirare vaglia e raccomandate e trovo in fila molte persone perché da diversi anni ormai le Poste, per una città di 60 mila abitanti, hanno attivato un solo sportello per questo servizio. Potrebbero decentrarlo. Ma non lo fanno. Nell’ufficio di Piazza Vittorio Emanuele ci sono solo tre sedie. Questo passa il convento. La gente in fila litiga sulla precedenza perché non c’è la macchinetta per lo sbigliettamento all’ingresso. Mi vergogno perché credo che le Poste italiane rispettano la carta dei servizi e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

3) Torno a casa e davvero molto casualmente trovo su una rete di protezione della strada di fronte casa un foglietto incollato con un nastro adesivo che copre tra l’altro una parte del testo. E’ dell’Enel. Si informano i residenti che il 25 agosto resteranno senza luce dalle ore 8.30 alle ore 15.30. Informo i vicini che non ne sanno proprio nulla. Trovo nella buca delle lettere un depliant pubblicitario di un supermercato ben illustrato che m’informa sugli sconti. Penso: ma com’è possibile che una multinazionale m’informa su un fatto così rilevante con un fogliettino malamente incollato e il supermercato invece i foglietti me li fa trovare dentro la cassetta della posta ? Seguendo le istruzioni sul foglietto, provo a chiamare l’Enel per protestare. Inutile: quel numero non ti permette di parlare con l’operatore giusto. Serve solo a chiamare in caso di guasto. Mi vergogno perché ancora credo di vivere in un paese normale.

4) Accendo la Tv e il notiziario locale m’informa che vivo in una città felice: i turisti intervistati sono contenti ( e come mai restano così poco ?); il presidente della provincia parlerà con il ministro Alfano e il governatore Lombardo per salvare da sicuro licenziamento 180 dipendenti Ata delle scuole della nostra provincia (non poteva pensarci prima ? Certo che no, altrimenti 180 persone non sarebbe andate da lui a chiedergli il favore ), la Girgenti Pallamano ha iniziato gli allenamenti al Palanicosia (dove non potrà disputare il campionato perchè la città non ha un impianto sportivo in regola. Due anni fa perse il titolo per questa ragione e l’anno scorso il Sindaco garantì che sarebbe sorto un nuovo impianto buono per la Girgenti e per la Fortitudo). Mi vergogno perché ancora accendo la Tv e credo di ascoltare qualcosa di vero su questa città.

5) Alla fine del notiziario la Girgenti Acque m’informa dove arriverà domani l’acqua. Ricordo che proprio ieri una mia parente mi ha detto che aveva preso sul serio il bollettino di martedì scorso e non era andata a mare, aspettando di vedere scorrere l’acqua dai rubinetti dopo una settimana L’acqua però non è arrivata. Le sue figlie tornando dal mare le hanno comunque detto che il mare era molto sporco. La mia parente ha ringraziato Girgenti Acque. Le figlie hanno fatto la doccia dalla nonna. Mi vergogno perché ancora credo che l’acqua sia un diritto e chi paga le tasse dovrebbe potersi lavare tutti i giorni.

6) Mi sdraio sul divano per riposare. Sono l5.30. Pochi minuti dopo arrivano alle mie orecchie dei suoni striduli. Poi si fanno sempre più chiari. Qualcuno diffonde per strada con un potente altoparlante la notizia che vende gelati, bibite, sdraio, ombrelloni, ecc. Poi bussano alla porta. E’ lo stesso venditore. Vuole sapere se mi va un gelato. Chissà non l’avessi capito, lui vende gelati. Credete sia autorizzato a vendere in quel modo ? Credete abbia chiesto scusa per avere disturbato ? Gli dico che non vorrei essere più disturbato nei pomeriggi seguenti. Mi risponde che allora è meglio che metto un cartello, perché forse la prossima settimana verrà suo fratello a bussare in questa via. Gli spiego che non metto alcun cartello, piuttosto chiamo i Carabinieri e faccio controllare la licenza e se ha le autorizzazioni necessarie. Va via bestemmiando. Mi vergogno perché ancora credo che in questa città ci siano venditori ambulanti che pagano le tasse e che siano gentili.

7) Sono le 19.00 scrivo questo testo e mi vergogno perché sono così stupido da credere che scrivere e denunciare queste cose serva davvero in questa città. Sono solo le ore 19.00. Chissà cosa capiterà ancora…