Intervista di Montenegro a Radio Vaticana

montenegro_pasqua1Il vescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, ha rilasciato un’intervista a Fausta Speranza giornalista di Radio Vaticana. Mons. Montenegro (l’audio dell’intervista è possibile ascoltarlo su www.radiovaticana.org ) raccomanda innanzitutto di non ricordarsi del drammatico fenomeno della migrazione su carrette del mare solo in presenza di grandi numeri.

Di seguito l’intervento di mons. Montenegro.

R. – Primo, ho da dire che “non dobbiamo spaventarci” davanti ai grandi numeri perché ci sono altri piccoli numeri a cui nessuno fa caso e il Mar Mediterraneo è diventato una tomba, ormai. Noi alziamo le mani soltanto quando abbiamo 70, 80 morti. Chissà quanti poveri cristi sono morti ogni giorno in mare! Questa è una prima reazione che ho. La seconda è il dolore nel vedere che gli uomini, per poter vivere, debbano affrontare la morte e devono morire perché hanno voglia di vivere un po’ meglio e un po’ di più. Assurda una legge che chiude porte e finestre e non tenga conto della situazione e della sofferenza di tanta gente. Che altro può dire una Chiesa? Ma io non credo che sia un problema della Chiesa di Agrigento, è un problema di tutta la Chiesa italiana, ed è un problema della Chiesa europea.


D. – Sembra che in questo momento si sia diffusa molto tra marinai, tra persone di mare la paura, il timore di soccorrere queste navi…

R. – Non è il frutto della cultura dell’allontanamento e della non-accoglienza? A furia di respirare quest’aria, si assumono questi atteggiamenti. Ma è la filosofia e la politica che si stanno portando avanti: creare un clima di paura, e questo assicura che loro possono morire come animali in mezzo al mare e noi abbiamo risolto i nostri problemi.


D. – Qual è invece la parola di un’umanità vera?

R. – Che davanti a un uomo non possiamo chiudere le porte. Ogni uomo ha diritto di vivere e dobbiamo chiederci che cosa possiamo fare perché quell’uomo viva. I diritti umani, perché ci sono? Perché festeggiamo gli anniversari dei diritti umani che dicono che un uomo ha diritto a spostarsi quando la vita non gli è possibile o quando la politica non gli permette una vita serena? Partiamo dai diritti umani, poi arriviamo anche al Vangelo e poi arriviamo all’accoglienza come necessità, come dovuta, e non come scelta.