Lo Specchio mette in scena “Femmine al Parlamento”

Lo specchioIl 21 agosto alle ore 20,30 presso la terrazza panoramica del Palazzo Principe Naselli  di Aragona l’Associazione Culturale “Lo Specchio” presenta lo spettacolo teatrale “Femmine al Parlamento” realizzato con un libero adattamento di Mariuccia Linder tratto da “Lisistrata” e “Le donne al Parlamento” di Aristofane. L’evento, diretto ed ideato da Vincenzo La Mendola, andrà in replica il 23 agosto alla stessa ora e nella stessa location dove si esibiranno gli attori  Marcella Rizzo, Dominga Graceffa, Simona Russo Cirillo, Floriana Salamone, Valentina Russo Cirillo, Lorena Morreale, Alessia La Porta, Graziana Lo Brutto, Francesco Pendolino, Salvo Preti, Gaetano Munda, Stefano Terrasi e Giuseppe La Porta.

Lo spettacolo conta un team di validi collaboratori e, in particolare, si segnalano  la  Direzione di Scena di Cinzia Castellana, la Collaborazione Artistica di Giuseppe Rizzo, le Musiche di René Aubry, la cura delle luci di Carmelo Alfeo e quella dell’audio di Monica Graceffa. La realizzazione delle scene e dei costumi è curata dallo stesso laboratorio “Lo Specchio”. La Lisistrata è nota al grande pubblico per il celebre sciopero del sesso, con cui tutte le donne elleniche, convinte dall’ateniese Lisistrata, ricattano gli uomini affinché pongano fine alla guerra del Peloponneso che da lungo tempo travagliava la Grecia. Nel presente adattamento “Lisistrata” è stata fusa con “Le donne al Parlamento”, commedia altrettanto famosa con tema molto simile. Dopo l’iniziale proposta di Lisitrata di rinunciare al sesso per porre fine alle guerre, idea qui bocciata risolutamente dalle compagne, Prassagora propone quello che poi avviene anche nel testo originale de “Le Donne al Parlamento”. Ponendosi infatti a capo di un gruppo di donne, la protagonista porta avanti l’iniziativa di occupare il Parlamento tutte travestite da uomini per far approvare leggi che loro stesse proporranno. Una volta al potere le donne deliberano la libertà dei rapporti sessuali. Tuttavia, siccome questo favorirebbe le persone belle, si decide che ogni uomo, prima di andare con una donna bella, sia tenuto ad andare con le donne brutte e viceversa. Prassagora è l’antesignana delle femministe, la promotrice di un comunismo che a suo avviso può portare solo pace e un modo di vivere idilliaco per tutti.

Il linguaggio della commedia è quello tipicamente libero e irriverente di Aristofane così come pure i temi a sfondo sessuale, argomenti che trovano riscontro nella società di oggi, momento storico sociale in cui la sessualità e la presenza delle donne nella vita sociale, culturale e politica sono all’ordine del giorno e sempre al centro dell’attenzione delle cronache. La vicenda è ambientata in una Grecia senza tempo per sottolineare la non appartenenza ad un’epoca dell’idea che un gruppo di donne decise a far cessare le guerre possano impadronirsi del potere per ridare serenità al popolo ormai stanco e desideroso di pace.

La dimensione spazio/temporale indefinita è data anche dai costumi variopinti nei colori, nei modelli e negli stili, realizzati con un mix di tessuti tra i quali fa da padrona la tela jeans.

Gli abiti femminili sono montati su reggiseni, tenuti volutamente visibili, perché simbolo di femminilità e seduzione che verrà poi usato come vessillo sulle bandiere del nuovo governo. La scenografia essenziale, quasi neutra, suggerisce una dimensione in cui il trascorrere del tempo è dato dalle scene visibili attraverso le trasparenze.

La commedia è ricca di personaggi estremamente caratterizzati, spesso anche eccessivi, che costituiscono un amalgama quasi circense in una vicenda che ha certamente dell’inverosimile ma che riesce a toccare temi di grande attualità e, in una maniera un po’ burlesca, fa riflettere.

L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti a sedere.