Quando i vescovi non mi piacciono

elio3Un tempo i Vescovi italiani a ferragosto o a Natale andavano a celebrare messa nelle fabbriche occupate dai lavoratori che rischiavano di perdere il posto. Oggi i nuovi disgraziati che cercano un pò di pane in Italia sono gli extracomunitari. Quando non si riesce a respingerli e ad abbandonarli nel Mediterraneo, senza curarsi della loro sorte, vengono rinchiusi nei Cpt, ma nessun Vescovo oggi andrà a trovarli, né sta protestando più di tanto per la sorte degli extracomunitari lasciati in balia delle onde con i respingimenti. Ogni anno, però, mi pare a Realmonte, vengono ricordati con una celebrazione liturgica molto commovente, sulla spiaggia, i tanti poveracci morti annegati nel tentativo di raggiungere Lampedusa. Una prece non si nega a nessuno. La battaglie spesso invece si negano.
Non basta organizzare veglie di preghiera e neppure realizzare mense e rifugi sostituendosi allo Stato, governato che dicono di essere d’ispirazione cristiana, ma a cui della sorte di questi poveretti poco importa. Occorre una seria battaglia contro le discriminazioni e questa battaglia la Chiesa italiana non sembra abbia intenzione di farla seriamente, facendo pressioni decise contro la politica dl governo. Si leva qualche voce ogni tanto, ma il silenzio è più assordante. Mentre la Chiesa, quando vuole, queste battaglie le fa, eccome ! Specie quando deve chiedere ai governi amici di fare le leggi gradite al mondo cattolico. E visto che così arrendevole è stata la Chiesa italiana verso questa nuova legge sull’immigrazione, nasce il sospetto che essa sia gradita a gran parte del mondo cattolico. Eppure la Chiesa ha comunque spesso fatto anche scelte impopolari, che sapeva cioè non gradite anche dalla maggior parte del mondo cattolico. Purtroppo però spesso queste scelte in genere sono quelle che riguardano la sfera sessuale, la procreazione o l’eutanasia. Per la questione dell’inseminazione artificiale ad esempio l’impegno dei vescovi fu straordinario. Perché adesso il mondo cattolico non promuove un referendun contro questo decreto sulla sicurezza, che tra l’altro impedisce una delle esperienze umane più care al cristianesimo: la possibilità di contrarre liberamente matrimonio. Si è fatta una battaglia straordinaria contro il divorzio. Come mai non si sta protestando contro le restrizioni ai matrimoni previsti dalla nuova legge sulla sicurezza ? Non avrebbero forse protestato i Vescovi, se fossero state introdotte delle restrizioni ai matrimoni in Chiesa ? I matrimoni degli extracomunitari sono meno importanti perché non sono sacramentali ?
La scorsa settimana i Vescovi italiani inoltre sono stati molto impegnati a salvaguardare il diritto degli studenti che scelgono l’insegnamento della religione. Hanno mostrato un impegno straordinario per sollecitare il ministro Gelmini a fare ricorso contro la sentenza del Tar che toglie agli insegnanti di religione il diritto di dare il credito formativo in occasione degli scrutini. Ma gli stessi Vescovi non hanno mai mosso un dito per protestare contro i tagli del personale docente che priveranno tanti ragazzi disabili dell’insegnante di sostegno. Né in genere i Vescovi ci sembrano molto impegnati a difendere il diritto allo studio di tutti, chiedendo per i ragazzi istituti sicuri, antisismici, con palestre e laboratori. Eppure girano per le scuole i nostri monsignori. Non c’è Vescovo che non venga invitato dai dirigenti scolastici e per il quale non vengano organizzate festose giornate scolastiche. Ma non s’impicciano, se vedono che le scuole cadono a pezzi. Protestano invece, e come se protestano, se gli tocchi l’ora di religione. Non badano se le pareti delle scuole sono umide e le aule sono fredde, più importante piuttosto è che ci sia il crocefisso su quelle pareti. Allora sì che si inalberano.
Hanno alzato la voce in questi giorni contro la pillola che può evitare a chi decide di abortire di entrare nella sala operatoria. E sta bene considerando che la Chiesa è contraria all’interruzione volontaria della gravidanza. Ma di grazia: se quelle donne hanno già deciso di ricorrere all’aborto e una pillola può davvero aiutarle ad evitare l’intervento, perché costringerle a tutti i costi ad entrare in sala operatoria quando possono evitare questa esperienza ? Si tratta di donne che hanno già preso quella scelta. Andranno ad abortire. Essere contrari all’aborto, può spingere sino a volere mettere nelle condizioni peggiori chi compie tale scelta ? Quando è stata messa a punto l’anestesia, qualcuno ha detto che preferiva piuttosto soffrire sotto i ferri, perché così avrebbe condiviso la scelta che fece Gesù sulla Croce quando rifiutò l’aceto offertogli dal soldato romano e accettò fino in fondo tutte le conseguenze della sofferenza fisica ? O anche i cattolici, compresi Papi, non hanno scelto piuttosto di essere sottoposti all’anestesia e hanno ringraziato la scienza per avere trovato questo rimedio ? Cosa diversa è essere contrari all’aborto, rispetto all’essere contrari ai rimedi che evitano la sala operatoria, rispetto a chi ha già scelto di abortire.
Non intendo con queste considerazioni essere poco riconoscente verso i Vescovi, che tanto bene fanno in tanti altri campi e in tante altre occasioni. Desidero soltanto invitare i Vescovi, e in particolare l’arcivescovo di Agrigento, perché vivo in questa Diocesi, ad essere più incisivo nell’attuale momento storico e di richiamare i cattolici agrigentini a muoversi perché in Italia in particolare c’è molto bisogno che oggi i cattolici scendano in campo per la difesa dei diritti dell’uomo. Il pericolo non è più il comunismo ma la dittatura della maggioranza.