Rigassificatore, intervento di Legambiente

“Il placet incondizionato concesso dal Governo Lombardo ad Enel sul rigassificatore di Porto Empedocle conferma purtroppo una volta di più l’attitudine della nostra classe dirigente a raccattare le briciole, compiendo scelte di politica economica che non hanno alcun nesso con il territorio e sono prive di qualsivoglia prospettiva di sviluppo concreto e di ricchezza diffusa”.

È questo il commento di Legambiente in merito alla recente approvazione da parte del Governo Regionale del progetto per la realizzazione dell’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle, un’approvazione che, secondo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente, e Claudia Casa, dirigente agrigentina dell’associazione,  “Enel incassa ben sapendo di avere ottenuto il massimo risultato, cioè la prospettiva certa di fatturati miliardari per almeno trent’anni, con il minimo sforzo, rappresentato dalle cosiddette compensazioni del danno, vere e proprie elemosine che per di più nulla hanno a che vedere con la sempre auspicata e mai seriamente perseguita riqualificazione dell’area industriale dismessa di Porto Empedocle, posta al centro di uno dei più importanti comprensori turistico-ambientali del Mediterraneo”.

Per i due esponenti di Legambiente la resa praticamente incondizionata di Lombardo ai desiderata di Enel e del Governo Berlusconi costituisce prova inconfutabile della incapacità della classe politica siciliana di lavorare ad una idea forte dello sviluppo, in grado di affrancare il popolo siciliano dal bisogno e di assecondare i reali interessi del nostro territorio: “Soggiacere a tutte le pretese di Enel in cambio del classico piatto di lenticchie dimostra che i nostri rappresentanti politici non solo sono disposti a svendere a chicchessia  il nostro territorio, ma sono anche esperti ad individuare e scegliere il peggiore tra gli offerenti”.

Non manca, nell’analisi di Legambiente, un appunto critico al cosiddetto fronte del “NO al rigassificatore”, con preciso riferimento alla organizzazione ed allo svolgimento in tempi troppo affrettati della consultazione popolare dell’aprile scorso: “Vi era una possibilità di condizionare  ed orientare le scelte del Governo Regionale rispetto al rigassificatore ed era quella di consegnare alla classe politica agrigentina, a Di Mauro, a Gentile, a Cimino e via discorrendo, il risultato del pronunciamento democratico espresso dalla cittadinanza adeguatamente e compiutamente informata. Si è scelto, invece, di fare esattamente il gioco di Enel e dei favorevoli all’impianto: l’esigua partecipazione popolare era il loro obiettivo per far cadere le ultime, timide riserve di Lombardo e portare a casa il lucroso affare”.

Fontana e Casa non considerano tuttavia definitivamente chiusa la partita del rigassificatore e preannunciano che, entro i previsti 60 giorni dalla pubblicazione del Decreto Autorizzativo regionale sulla GURS, Legambiente, ARCI e  CittadinanzAttiva chiederanno al TAR la sospensiva integrando con motivi aggiuntivi l’impugnativa già proposta congiuntamente per l’annullamento del  Decreto Ministeriale con cui è stato espresso giudizio di compatibilità ambientale positivo rispetto al terminale.