Cimino, “41 mln per potenziare il sistema irriguo agrigentino”

cimino“Con il decreto anticrisi del governo nazionale sono di nuovo disponibili per la Regione siciliana oltre 56 milioni di euro per realizzare immediatamente i progetti dei consorzi di bonifica e dell’Arra (Agenzia regionale rifiuti e acque) destinati all’ammodernamento tecnologico, alla ristrutturazione e alla costruzione di opere infrastrutturali nel settore irriguo. Le opere ora sono cantierizzabili e le risorse saranno subito messe in campo”. Ad annunciarlo è l’assessore all’Agricoltura e Foreste della regione siciliana, Michele Cimino.
“Oltre 41 dei 56 milioni sbloccati – sottolinea l’assessore – ci consentiranno di realizzare interventi nel sistema irriguo agrigentino attraverso l’Agenzia e il consorzio di bonifica 3 di Agrigento. Risorse estremamente importanti per la città e tutto il comprensorio, dove l’acqua irrigua, che è un fattore di produzione essenziale per tutta l’agricoltura siciliana, notoriamente non è distribuita capillarmente, tanto da essere percepita come una risorsa disponibile in quantità limita e per la quale esistono enormi problemi”.
I dati del rapporto Ecosistema Urbano 2007, riportati sulla stampa qualche mese fa, hanno fatto di Agrigento un emblema negativo, in termini di rapporto tra dotazione e disponibilità idrica (circa il 50% di perdita). Fatto dovuto principalmente alla fatiscenza di condotte molto vecchie e all’irrazionalità della rete di distribuzione. “Ma anche se il dato è meno eclatante, – osserva Cimino – la situazione degli sprechi nelle altre grandi città italiane non è meno significativa: secondo gli stessi dati, nel Paese, la rete idrica perde tra il 30 e il 40%, arrivando a punte di dispersione del 65 e del 70%”. “Dall’acqua dipende in misura determinante l’intensità produttiva – riprende l’assessore all’Agricoltura – e la nostra è una zona di territorio che ha bisogno, più di altre province, di far crescere la sua imprenditorialità. Il sistema irriguo agrigentino, oltre ai suoi problemi rimasti irrisolti, si deve confrontare anche con le difficoltà del sistema idrico di tutta l’Isola: la domanda di acqua aumenta per effetto delle forti spinte di sviluppo legate agli investimenti della Regione nei diversi settori produttivi. E’ cresciuta la dimensione aziendale e, di riflesso, la superficie delle aziende, molte imprese agricole si sono ammodernate sviluppando il processo produttivo in qualità e qualità, e nuove tecnologie sono state introdotte nelle tecniche irrigue. Tutti cambiamenti che, negli anni, hanno ridotto l’efficienza e messo in difficoltà la stessa gestione dei consorzi di bonifica responsabili dell’irrigazione, e che oggi comportano un fabbisogno idrico generale sempre in progress”.
Per Cimino “oltre alle perdite di rete, i primi imputati dell’emergenza siccità sono i consumi agricoli e industriali, che occorre riorganizzare, razionalizzare e ridurre attraverso i consorzi di bonifica che il governo intende rimodulare per rendere più efficace la loro funzione”. “Alla luce dell’evoluzione del panorama agricolo regionale – continua l’assessore – i consorzi dovranno diventare il riferimento concreto nella gestione e nell’individuazione delle principali linee di sviluppo dell’irrigazione in Sicilia e assumere il ruolo di assoluta centralità che la legge 45 del 1995 gli ha affidato nel settore, visto che sono loro stessi ad aver realizzato la maggior parte delle opere idrauliche di raccolta, adduzione e distribuzione dei sistemi irrigui collettivi del territorio. Sono sicuro che il consorzio di Agrigento, già da questi primi interventi a cui è stato chiamato, assolverà appieno il suo compito”.
Queste le opere che saranno a breve cantierizzate che coinvolgono il territorio di Agrigento:
Sarà realizzata un’infrastruttura particolarmente strategica per la Sicilia occidentale, che alimenterà tre province: Agrigento, Trapani e Palermo: l’allacciamento delle acque dal fiume Belice destro al serbatoio del Garcia (che insiste nel ramo sinistro del Belice, a palermo) attraverso la costruzione di una galleria. Una volta a regime, la diga potrà invasare una quantità d’acqua pari a circa 80 milioni di metri cubi d’acqua, per uso irriguo, potabile e in parte anche industriale. L’opera, gestita dall’Arra, con il primo e il secondo stralcio dei lavori, impegnerà oltre 40 milioni di euro.
Queste le altre opere irrigue che saranno realizzate in territorio agrigentino per un ammontare di circa 1 milione e 600mila euro:
– Lavori urgenti di ristrutturazione del sistema irriguo ‘Castello’: a Ribera (Agrigento), il cui costo ammonta a 900mila euro.
L’ente gestore dell’infrastruttura è l’Agenzia regionale per le acque e rifiuti
– Ammodernamento e installazione di sistemi di misura e controllo della gestione dell’acqua nei comprensori agrigentini: di “Garcia-Arancio–Castello”, a Sambuca di Sicilia, Menfi e Ribera con un impegno finanziario di 320mila euro; e di “Piana Magone”, a Ribera, dove oltre all’ammodernamento tecnologico saranno rifatti alcuni tronchi degli adduttori, per un costo complessivo di 310mila euro.
L’ente gestore delle opere sopra indicate è il consorzio di bonifica 3 di Agrigento
-Ammodernamento delle reti di distribuzione dell’acqua nei comprensori: del “Distretto G”, a Bivona (Agrigento) con un impegno finanziario di 315mila euro; di “Arancio”, a Sambuca di Sicilia (Agrigento) e del “Basso Belice”, a Castelvetrano (Trapani), con un impegno finanziario di 325mila euro.