SGD: Agrigento risponde

manifestazione1Grande partecipazione alla manifestazione cittadina organizzata dai sindacati confederali e di categoria per salvare il presidio ospedaliero di Agrigento. Le autorità hanno stimato la presenza di almeno 3000 persone, che hanno sfilato da piazza municipio a Porta di Ponte.
Al corteo hanno preso parte il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, i sindaci dei comuni di Cammarata, Favara, Grotte, Bidona, l’arcivescovo di Agrigento monsignor Francesco Montenegro, e i rappresentanti sindacali e numerosi lavoratori e cittadini che hanno fatto sentire la loro presenza con fischietti e slogan lanciati lungo il percorso.
I commercianti di Via Atenea hanno abbassato le saracinesche in segno di adesione alla manifestazione mentre anche alcuni uffici pubblici, come l’INPS, hanno chiuso alle 9,30 per consentire la partecipazione di funzionari ed impiegati.
Al termine del corteo, i manifestanti si sono ritrovati a Porta di Ponte dove hanno preso la parola, tra gli altri, anche il segretario provinciale della CGIL Mariella Lo Bello che ha assicurato che ci sarà un’attenta vigilanza affinché le parole e le promesse espresse in questi giorni che vogliono il mantenimento del presidio ospedaliero non vengano meno.
Marco Zambuto ha riaffermato la volontà di lottare ed ha sottolineato il grande significato da dare alla presenza dei numerosi sindaci dei comuni della provincia che hanno abbracciato la linea che si vuole perseguire: “Non ci sarà uno smembramento dell’ospedale di Agrigento. Questo problema oggi non riguarda solo gli abitanti di Agrigento – ha detto Zambuto – ma un intero popolo formato anche dai cittadini della Provincia”.
Accanto alle bandiere dell’Azione Cattolica diocesana, accompagnato dal Vicario generale, mons. Melchiorre Vutera e dal direttore dell’Ufficio di Pastorale sociale, don Mario Sorce, e da alcuni scaredoti della nostra diocesi, l’arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro il quale, in una battuta ha riassunto il suo essere presente alla manifestazione così: «sono agrigentino e non potevo non essere presente qui oggi a questa manifestazione che vede la partecipazione della cittadinanza affinchè non si realizzi un evento che avrebbe delle ricadute abbastanza pesanti sul tessuto sociale della nostra città».
Anche Lello Analfino, impegnato in questi giorni in una grande campagna di sensibilizzazione, ha preso la parola: “Sono finiti i tempi in cui gli agrigentini dormivano – ha detto – e di questo i politici che noi abbiamo mandato a Palermo, Roma e Strasburgo ne devono tenere conto. Adesso saremo noi a rappresentarci, perché loro non ci rappresentanto, e sappiano che cominceremo a scendere in piazza anche per le altre gravi ragioni, come l’acqua e le strade, che fanno di Agrigento l’ultima provincia d’Italia”.
Poi, rivolgendosi a chi non ha partecipato ha concluso: “Hanno perso una grande occasione”.
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