L’ospedale alla Protezione Civile

bertolaso_alfano“Agrigento non può e non deve perdere il proprio ospedale” ha detto Angelino Alfano nel corso della conferenza stampa che si è tenuta immediatamente dopo il vertice in prefettura di questa mattina al quale hanno partecipato il capo della protezione civile nazionale Guido Bertolaso, il prefetto Umberto Postiglione, l’assessore regionale Massimo Russo ed il sindaco di Agrigento Marco Zambuto.
Alfano, che in questa sede rappresentava direttamente il premier Silvio Berlusconi, ha rassicurato gli agrigentini. “Berlusconi – ha detto – è pronto ad intervenire con ogni mezzo e con ogni forma di strumentazione giuridica per risolvere il problema di Agrigento. Questo tavolo è la prova concreta di come le istituzioni sanno fare squadra. L’obiettivo è principalmente quello di non spostare l’ospedale di Agrigento per non fare deperire le apparecchiature. Un loro eventuale trasferimento avrebbe una sola direzione: quella di andata.
È importante – ha proseguito Alfano – non disperdere in altri ospedali le maestranze, i medici, il personale infermieristico ed è importante che questo personale possa lavorare in una struttura che non rischi di crollare.
Abbiamo apprezzato il lavoro della magistratura, perché da un male evocato e potenziale come quello dello sgombero dell’ospedale, possa nascere un bene e cioè che la struttura si irrobustisca o che si trovi una soluzione cittadina che metta Agrigento nelle condizioni di avere un ospedale sicuro.
La notizia è che oggi scende in campo la Protezione Civile nazionale. Il dott. Bertolaso, di concerto con l’assessore Russo prenderanno in mano la situazione sia dal punto di vista della validazione statica dell’edificio sia per porre in essere tutte quelle azioni per irrobustire la struttura.
Naturalmente tutto questo va di pari passo con un procedimento penale in corso. Ho già informato il procuratore della Repubblica perché nel principio di collaborazione tutti insieme possiamo lavorare affinche non venga dissipato il patrimonio di risorse umane e di know how che non può essere smontato”.
“Ci sono alcuni giorni che ci separano dalla data in cui è previsto lo sgombero, ed in questi giorni grazie alla protezione civile speriamo di evitare l’evaquazione. Occorre un provvedimento della magistratura che può essere sollecitato e richiesto in un clima di collaborazione quando e se la Protezione Civile dovesse determinare un fatto nuovo capace di orientare un giudizio a dilazionare o evitare lo sgombero” ha concluso Alfano.
L’assessore regionale Massimo Russo ha espresso grande soddisfazione per l’esito della riunione e per il clima di grande collaborazione attiva di tutte le istituzioni. “Oggi si è concretizzato ciò che avevamo sostenuto la scorsa settimana – ha detto l’assessore. Abbiamo a cuore l’interesse dei malati della comunità agrigentina ai quali non vogliamo togliere il presidio ospedaliero. Ci siamo attivati già dalla scorsa settimana per trovare delle soluzioni. Dobbiamo ragionare guardando ai fatti tenendo conto che vi è un provvedimento di sequestro di un edificio frutto di gravissime illegalità. Lo spirito del sequestro preventivo serve per impedire la commissione di altri reati. Se questo è lo scopo allora dobbiamo mettere in campo le migliori energie che anche gli altri paesi ci invidiano. Chiederemo che il provvedimento venga rimodulato, non vogliamo interloquire sul sequestro quanto sul provvedimento di sgombero. Se lo sgombero serve a prevenire il pericolo di crollo chiederemo di lasciare la custodia giudiziaria della struttura alla protezione civile per fare due cose: completare le verifiche statiche sull’edificio ed al contempo, una volta accertato che vi sia realmente un pericolo di crollo, mettere in moto tutte le azioni per potenziare l’edificio. Otterremo così un duplice scopo, di mantenere in vita l’ospedale ed intervenire sulla struttura”.
“La protezione civile è pienamente disponibile a procedere per come illustrato dal ministro della giustizia – ha concluso Guido Bertolaso – . Si tratta però soltanto di una ipotesi, al momento e sarà la magistratura a decidere. Sono stato uno dei primi ad esprimere apprezzamento per la decisione di sequestro dell’autorità giudiziaria, ma adesso dobbiamo occuparci di un problema reale che non riguarda soltanto Agrigento ma anche tante altre strutture su tutto il territorio nazionale. Occorre avere una procedura, un protocollo standard. Non possiamo immaginare di dover chiudere ospedali e scuole senza che vi siano delle verifiche approfondite. La nostra proposta è dunque quella di assumere un ruolo chiave in questa vicenda”.