Scuola, Sanità, Parrocchia e …Santità! L’arciprete di Favara scrive ai concittadini

Pubblichiamo di seguito la lettera parrocchiale che don Mimmo Zambito, Arciprete di Favara ha indirizzato ai suoi parrocchiani invitandoli alla riflessione e alla mobilitazione.

“Quando una parrocchia viene chiusa o viene privata del parroco – e soprattutto dei servizi che esso garantisce alla vita di fede del popolo di Dio – tutti i battezzati sentono di dover dire la loro.
Anche fra quelli che non frequentano c’è chi prega, c’è chi va dal Vescovo, c’è chi chiede aiuto alle altre autorità, perché intervengano.
C’è anche chi vive una percezione di abbandono, come se Dio avesse abbandonato il suo popolo. Si ha la percezione come di un tradimento, e magari si cerca pure il colpevole indicato ovviamente nell’autorità, che magari – per l’esiguità o l’età del clero o i cambiamenti demografici e urbanistici – è solo spettatrice della necessaria nuova dislocazione delle Parrocchie.
Per tutti la chiusura di un luogo di culto e di una parrocchia, è un forte richiamo a riconsiderare come viene vissuta la fede. Ci si interroga sulla qualità della fede, che non è solo far da spettatori al culto che il prete presiede, ma corale testimonianza dell’amore di Dio e fiducia nella parola di Gesù nel Vangelo.
Certo sarebbe meglio che la parrocchia non chiudesse: è meglio ancora se ciascun battezzato -.mettendosi dinanzi a Dio riscoprisse il valore del suo battesimo e si impegnasse a vivere di conseguenza, alla maniera di Gesù, che ci ha fatti figli di Dio e non schiavi.
Ma quando una scuola chiude, quando un intero ospedale viene dichiarato inagibile, i cittadini – e soprattutto i cittadini che si dichiarano credenti – cosa fanno? Protestano? Si interrogano? Pregano? Chiedono perdono a Dio se hanno trascurato la qualità del vivere sociale e civile? Invocano la grazia della conversione per non essere più passivi e portare nella città – colpita così gravemente dal peccato sociale e strutturale della corruzione e della mala politica così da subire la chiusura di una scuola e di un ospedale – la potenza della fede che eleva la dignità dell’uomo e dona amore e non disprezzo e disperazione alla convivenza civile? Nella nostra città di Favara, appiccando un incendio al cantiere e alla suppellettile, c’è chi impedisce ad una scuola di essere risanata e di educare alla civiltà i figli, rendendoli cittadini . Ad Agrigento chiude il nostro Ospedale: quanti lo hanno a diverso titolo costruito, non hanno messo cemento nelle fondamenta ma sabbia.
Scuola e Sanità allo sfascio, nel disinteresse dei cittadini e dei fedeli, così come il mancato rispetto della altre regole del vivere civile sono il grave segno di una errata concezione della fede, della nostra risposta a Dio, Padre di Gesù, Padre nostro, Unico Padre di questa città e provincia.
Se chiudessero una parrocchia a Favara, credo che in un attimo ci si mobiliterebbe, si raccoglierebbero firme, delegazioni correrebbero dalle autorità a chiedere conto e ragione.
Se una scuola è chiusa da dieci anni per ristrutturazione – una voragine di diseducazione e di inciviltà rischia di sorprenderci – o un intero ospedale di “cartone” rischia di venire giù, a boccheggiare, ad ansimare e morire non è solo la salute e l’educazione ma la fede.
Non abbiamo altro modo di corrispondere alla chiamata di Dio, alla vocazione alla santità, se non prendendo a cuore le sorti di questo mondo, che Dio ha tanto amato da mandare Gesù e noi.
Ci importa dell’Ospedale S. Giovanni di Dio, ci importa della Scuola Media Cap. Vaccaro, ci importa delle Parrocchie, ma soprattutto ci importa della fede che se non è sostenuta dall’amore alla condizione degli uomini e delle loro relazioni civiche e dalla speranza di ricevere da Dio una qualità di vita migliore, fede non è.
Sanità, scuola, educazione, salute, sono sinonimo di salvezza e di santità. Che Dio ci faccia santi, non soltanto buoni parrocchiani e, nel frattempo, soprattutto, bravi cittadini che si interessano della cosa pubblica, che è cosa di Dio.
E di nessun altro che con la rapina, l’idolatria, la violenza, la menzogna di Dio vuole prendere il posto.”
Mimmo Zambito