Lettera aperta al Ministro Bertolaso: c’è una emergenza sanitaria ad Agrigento!!

Lillo-Micciche2Egregio sig. Ministro Bertolaso, c’è una emergenza sanitaria ad Agrigento che necessita subito di un ospedale da campo per tutti i reparti! Nel frattempo si trovino in città locali idonei ad ospitare l’ospedale nel suo complesso e si cominci a consolidare subito il nuovo ospedale sgomberato. Se non si fa in fretta l’esasperazione porterà il popolo alla rivolta!

Passati i momenti di incredulità per la decisione dell’Autorità Giudiziaria di chiudere l’ospedale di Agrigento a tutela dell’incolumità pubblica, oggi, mentre la popolazione si interroga su dove potrà recarsi in caso di bisogno, in caso di emergenza ospedaliera, tutti gli uomini del potere politico si esercitano a fare passerelle e sparare “idiozie”, ma senza prendere decisioni concrete per far fronte alla gravissima emergenza sanitaria che si è abbattuta sullo sfortunato e maltrattato popolo agrigentino, che alle tante disgrazie vede aggiungere adesso, niente poco di meno che la mancanza di un ospedale! ma ci si rende conto di cosa voglia significare la mancanza di un ospedale? intanto morte certa per chi ha un infarto in atto, per chi ha un ictus, una trombosi, un’embolia; e per chi ha necessità di un intervento urgente per peritonite o ernia strozzata? e chi più ne ha più ne metta! la realtà è che alla chiusura dell’ospedale San Giovanni di Dio i morti nel nostro distretto sanitario non potranno più contarsi tanto sarà alto il loro numero e per colpa di chi? per una struttura che potrebbe cedere nel caso di un probabile ma non per fortuna reale terremoto (l’ultimo grave terremoto ad Agrigento che abbia fatto danni risale al 1401 quando è stato distrutto il tempio di Giove Olimpo). Bisognerebbe mettere sui piatti della bilancia da un lato i morti da eventuale cedimento per terremoto e dall’altro i morti per mancata assistenza: dove penderebbe secondo voi la bilancia?

Fermo restando che lo sgombero è disposto per evitare che un probabile crollo (ritenuto da alcuni abnorme anche se ci si riferisce ad eventuale terremoto in un bacino geologico storicamente molto scarso di eventi sismici diretti), possa mettere in pericolo l’incolumità pubblica, dato che la struttura è stata costruita con calcestruzzo depotenziato (cemento a 110 anziché 300, cioè meno della metà!), e considerato che in ogni caso, sempre lo sgombero, creerà gravi emergenze sanitarie anche con certezza di morti, perché le Autorità non devono considerare lo sgombero dell’ospedale una calamità pubblica? Perché le Autorità competenti non deveno ritenere questa alla pari di una emergenza nazionale? Cosa è necessario per questo che prima si contino i morti ammazzati dalla incuria di una politica cieca, che conta solo i voti che gli permettono di stare sullo scranno e non già i morti che dalle loro scelte ci sarebbero per forza come nel caso dell’ospedale da chiudere?

Se in un comprensorio di 200 mila abitanti viene a mancare un ospedale, e dico un ospedale: non un consultorio, non un poliambulatorio: un ospedale!!! la struttura per eccellenza che accoglie ammalati e sofferenti, che interviene nelle urgenze e nelle emergenze, che garantisce l’intervento immediato laddove una vita può essere salvata anche solo per pochi secondi d’anticipo! in una tale città deve per forza attivarsi la Protezione Civile la quale, se non vuole macchiarsi le mani del sangue di tanti innocenti sacrificati all’altare della politica e degli affari, deve essere pronta non solo a mettere in sicurezza gli ospiti dell’ospedale ma soprattutto deve creare strutture e servizi indispensabili a salvare le tante vite che un ospedale può riuscire a salvare.
Intanto, mentre tutto viene deciso sopra le teste dei cittadini, assistiamo a dichiarazioni di “pellegrinaggi” a Roma o all’Aquila di tale o di tal’altro politico per parlare con Berlusconi, con Bertolaso , e con chi altro non si sa, magari anche con qualche “mago Zurlì” e magari, se tutto fosse vero, tanti soldi dei contribuenti vengono spesi in viaggi e vitti per sentirsi dire che al massimo si potrà istallare solo un pronto soccorso?
No cari signori! che siate voi deputati, ministri o amministratori locali, non ci siamo affatto! In uno Stato di diritto non si devono e non si possono elemosinare i propri diritti! gli stessi diritti che hanno i cittadini d’Italia, quelli del nord, quelli del centro, quelli del sud. Noi siamo cittadini di questa Italia ed è necessario che si battano i pugni sul tavolo per non far calpestare la nostra dignità, per mostrare che non siamo più servi di nessuno, per alzare la testa e rivendicare quanto ci appartiene.
Chiudere un presidio sanitario che serve una territorio di circa 200 mila abitanti equivale a condannare a morte certa 3, 4 o anche 5 persone al giorno! Ci può essere più emergenza di questa !?

E poi, la notizia della chiusura dell’ospedale di Agrigento ha fatto il giro del mondo indignando tutti, potete tutti voi pensare che una simile situazione possa invogliare i turisti a venire ad Agrigento sapendo che l’ospedale più vicino si trova a 50 o 70 chilometri di distanza ? Alla faccia del rilancio del turismo!

Quindi, egregio Ministro Bertolaso, se proprio reputa necessario che si chiuda l’ospedale San Giovanni di Dio, nella qualità di Ministro della Protezione Civile dichiari subito la calamità pubblica e l’emergenza sanitaria, dopo di che impianti subito un ospedale da campo sul grande piazzale davanti l’ospedale Consolida, capace di ospitare tutti i reparti presenti attualmente nel nostro nosocomio, contemporaneamente sproni i nostri amministratori a cercare e trovare in brevissimo tempo locali idonei in città, e infine La prego, diriga Lei subito i lavori è li completi nel giro di poche settimane, così come ha fatto all’Aquila per ospitare il vertice internazionale del G8 ed infine, dia anche un’occhiata al progetto che si farà per il consolidamento del nuovo ospedale che a giorni sarà sgomberato, i cui lavori dovrebbero essere eseguiti e completati dal suo ufficio con diligenza è celerità.
Gli agrigentini non accetteranno che i reparti sanitari di Agrigento vengano smembrati nei vari ospedali della provincia, primo perché per curarsi saranno costretti a girare in tondo per trovare un posto, secondo perché saranno costretti a vari pellegrinaggi per far visita e confortare i propri cari ricoverati in altri luoghi distanti decine e decine di chilometri e terzo perché l’esperienza ci insegna che questa scelta lascerebbe la popolazione senza ospedale per chissà quanti anni (si tenga presente che per costruire l’ospedale in questione ne sono passati 25 di anni).
Uno scaricarsi di responsabilità o trovare soluzioni molto parziali, o peggio pasticciate varie, a questa emergenza sanitaria non farà altro che esasperare gli animi di cittadini che, pur rasseganti a subire disservizi come la mancanza d’acqua o esose e insopportabili tasse per servizi inesistenti, non accetteranno un’ulteriore scempio a spese di questo territorio già martoriato, non accetteranno di mettere a repentaglio la propria vita e quella dei propri cari, non accetteranno ne per loro ne per i propri cari la candidatura alla morte, e questo ad un popolo stanco dei soprusi, potrebbe anche dare la forza di risollevarsi e trovare il coraggio di organizzarsi con forme di protesta anche forti che potrebbero trascendere nella rivolta, chi vorrà a quel punto biasimarli?
Calogero Miccichè