Lillo Miccichè, Agrigento la sfortuna cercata

Lillo-Micciche2

Agrigento la sfortuna cercata. L’ospedale non c’è più!

Chi  mai l’avrebbe  detto che nel 2009 una città capoluogo di Provincia  dello Stato italiano, una delle più antiche  ed illustri città della Magna  Grecia, famosa nel mondo per  la Valle dei Templi  si sarebbe

trovata di colpo senza l’unico ospedale e senza pronto soccorso ?  Solo una terribile esplosione o un forte terremoto  avrebbero potuto far pensare e causare una simile  improvvisa e  totale scomparsa, ma niente di tutto questo, solo la chiusura dell’ospedale a seguito della verifica strutturale che rischia

di crollare per l’utilizzo di calcestruzzo depotenziato, cioè tanta sabbia e poco, pochissimo cemento!! .

Ma la “bomba o il  terremoto” già da tempo risultano attivate, infatti già  una decina di anni  addietro,  prima che aprisse  l’ospedale Consolida,  si notarono i primi  segni di scollamento del pavimento in linoleum a causa, qualcuno  disse,   della colla  che non attacca bene nella “massicciata di base,  perchè  non può mai incollare sullo   sterro”,  questo a dimostrazione  che di cemento nella “massicciata” ve ne era  troppo poco per far presa  e  neanche la colla più forte del mondo  avrebbe evitato lo scollamento che tutti conosciamo. Però nessuno avrebbe mai pensato che criminali senza scrupoli avrebbero messo a repentaglio la vita di ammalati e privato per chissà quanto tempo migliaia di cittadini dell’ospedale e del pronto soccorso per trarre il massimo profitto risparmiando sul cemento anche nelle parti strutturali che sorreggono l’edificio, mettendo  a rischio di crollo la stessa struttura. E’ questo purtroppo l’ennesimo record negativo per Agrigento.

Le autorità nazionali, regionali e locali  cosa stanno  facendo nell’immediato per evitare altre drammatiche sventure  agli utenti  che necessitano di  questo indispensabile servizio sanitario?  Dove, come e quando saranno sistemati gli attuali 200 degenti che al momento sono ricoverati in questo ospedale ? Come si intende utilizzare tutto il personale medico, infermieristico e ausiliario ?

Ma la preoccupazione più pressante che sento di lanciare è  che la città e i comuni della provincia che  fino a oggi hanno usufruito dell’Ospedale Consolida,  rischiano di restare   per chi sa quanti anni senza un presidio sanitario e senza un pronto soccorso, e ciò solo se si considera che per costruire questo ospedale si è impiegato 25 anni per dare alla città una struttura già fatiscente.

Dove andranno le persone, gli anziani, le partorienti, e tutti coloro che magari nella notte avranno bisogno del pronto soccorso?

Da semplice cittadino dico che per  una così grave emergenza è necessario un intervento di emergenza nazionale, mentre in ordine alle responsabilità  dico che ve ne sono sicuramente di personali, ma

affermare che sia una responsabilità solo di quanti al momento sono stati chiamati a rispondere alla magistratura è troppo poco, e  troppo comodo sarebbe  per la politica, a tutti i livelli,  in particolare per chi ha governato da sempre in malo modo  questa nostra disgraziata terra.

Agrigento, fin dai tempi del medio evo è stata dotata di un ospedale. Furono i Cavalieri Teutonici dell’ordine dei Templari nel 1118 a istituirlo. Dopo il 1314 passò sotto l’istituzione degli Ospedalieri di Gerusalemme, e nella seconda metà del  XIV secolo la famiglia Chiaramonte lo ingrandì  (della struttura esiste  un disegno dell’inizio del XIX secolo).  Nel 1542, sotto il titolo dell’ospedale del “Crocifisso”,  fu rifondato e dotato da alcune facoltose famiglie agrigentine e tale istituzione durò  fino all’Unità d’Italia, quando l’ospedale divenuto  pubblico e la  struttura  modificata poteva  ritenersi un  fiore all’occhiello non solo  architettonico  ma anche  per i suoi effetti benefici sulla sanità cittadina e sullo stato sociale. Questa breve dissertazione storica deve far riflettere e nello stesso tempo ammonire  gli smemorati: mentre in età medievale Agrigento aveva un ospedale con tanto di  regia istituzione e ben funzionante,  oggi   la magistratura, suo malgrado, decide di chiuderlo perché quello nuovo rischia di crollare dato che è stato accertato che l’edificio è stato costruito  solo con la sabbia  anziché il cemento, il tutto  per fare guadagnare qualche soldo in più alla mafia e i suoi sodali.

Calogero Miccichè