Il comitato No Rigassificatore incontra Montenegro

norigass_enciclicaIl coordinamento del comitato no rigassificatore ha incontrato ieri, a conclusione di un convegno sull’enciclica Charitas in Veritate, l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro per consegnargli il testo dell’intervento che la portavoce del comitato, Francesca Autiello, avrebbe  letto nel corso del dibattito, se si fosse svolto.  Il comitato    chiede in particolare che la Chiesa agrigentina si esprima con chiarezza sull’istallazione del rigassificatore a Porto Empedocle. L’arcivescovo nei prossimi gorni incontrerà il coordinamento del comitato no rigasificatore.

Ecco di seguito il testo consegnato:  

Il pontefice Giovani Paolo II nella sua visita ad Agrigento  così si espresse: “ Il tempio della Concordia, unico vestigio greco rimasto indenne dall’usura dei secoli, sia per voi quasi un simbolo. Ascoltatene il richiamo all’impegno solidale, così da avanzare insieme verso un futuro più giusto e più sereno”. Oggi c’è chi non intende ascoltare tale richiamo e minaccia il nostro futuro decidendo di costruire non lontano dal tempio della Concordia un rigassificatore. Sappiamo che intorno alla costruzione di tale impianto le opinioni sono molto diverse. E a tal proposito vogliamo ricordare un passo del compendio della dottrina sociale della chiesa elaborato dal pontificio consiglio della giustizia e della pace. Così recita il testo: “Le autorità chiamate a prendere decisioni per fronteggiare rischi sanitari ed ambientali talvolta si trovano di fronte a situazioni nelle quali i dati scientifici disponibili sono contradditori oppure quantitativamente scarsi: può essere opportuna allora una valutazione ispirata dal « principio di precauzione », valutando attentamente rischi e benefici.  . Ed oggi nell’enciclica Charitas in Veritate il papa Benedetto XVI scrive: “È auspicabile che la comunità internazionale e i singoli governi sappiano contrastare in maniera efficace le modalità d’utilizzo dell’ambiente che risultino ad esso dannose… La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso. È necessario che ci sia qualcosa come un’ecologia dell’uomo, intesa in senso giusto… Come le virtù umane sono tra loro comunicanti, tanto che l’indebolimento di una espone a rischio anche le altre, così il sistema ecologico si regge sul rispetto di un progetto che riguarda sia la sana convivenza in società sia il buon rapporto con la natura.”Fine citazione. Per tali ragioni, noi del comitato no al rigassificatore chiediamo alla Chiesa agrigentina, chiediamo all’arcivescovo, di far valere la sua responsabilità per quell’angolo del creato che è il territorio di Agrigento con la Valle dei Templi; di farla valere pubblicamente questa responsabilità esprimendo una parola chiara sulla questione delicatissima della costruzione di un impianto di rigassificazione nel nostro territorio. Dobbiamo sapere se la Chiesa agrigentina condivide o meno tale progetto, se pensa che sia o no la strada migliore verso il vero sviluppo degli uomini che abitano in questa terra. Crediamo sia un grave peccato di omissione non prendere oggi una precisa posizione. Non voglia la Chiesa disertare il compito affidatole di orientare i suoi fedeli, specie quelli che hanno le più gravi responsabilità nella cura dell’ambiente e nella difesa della vita umana.