I retroscena dell’omicidio di Luigi Salvo

100_2681Il movente dell’omicidio del commerciante di legnami di Serradifalco, Luigi Salvo di 34 anni, è il denaro. I due indagati Rosario Stuto e e Michele Bongiorno entrambi di 19 anni e di Favara, dovevano 200 euro alla vittima. Soldi dovuti forse ad un prestito che Salvo non riusciva ad riscuotere, al fatto che Stuto si era più volte fatto intermediario per procacciare al commerciante nisseno dei fornitori di legname o addirittura ad un giro di usura o di denaro proveniente dallo spaccio di sostanze stupefacenti. “Le indagini svolte fino ad oggi – ha detto il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale – hanno permesso in meno di un mese dalla scomparsa ed omicidio di Salvo di far luce su due dei presunti responsabili. La prosecuzione delle indagini che ha portato al fermo della scorsa notte ha inoltre rafforzato il quadro di indizi di colpevolezza a carico di Stuto”. Stuto, il macellaio di Favara, arrestato due giorni dopo la scomparsa di Salvo si trova recluso al carcere di Pagliarelli di Palermo. “Con queste indagini abbiamo inoltre scoperto – ha aggiunto Di Natale – che i due indagati, seppur giovanissimi, avevano un notevole spessore crimunale sia per i tipi di reato che si presume i due abbiano realizzato e sia per le aspettativa programmatiche derivati dalla commissione dei delitti. I due ragazzi in sostanza non parlavano di prospettive lavorative o di trovare impieghi ma della possibilità di tratte profitto economico dalle loro attività delinquenziali”. I due giovani, stando a quanto è stato ricostruito in conferenza stampa in procura, si ispiravano alla fiction “Capo dei capi” e in uno dei loro computer sarebbero state anche trovate delle fotografie che ritraggono, messi in posa, i due favaresi con in mano delle armi, quasi ad emulare i personaggi televisivi e quelli realmente esistiti che orbitavano attorno a Riina e Provenzano. L’inchiesta sul sequestro, omicidio ed occultamento di cadavere del commerciante di Serradifalco, scomparso a Favara lo scorso 18 giugno, non è ancora finita. Altre due o tre persone al massimo, pure loro giovanissimi, potrebbero essere coinvolti e i carabinieri del reparto operativo di Agrigento stanno continuando con gli interrogatori e con il controllo dei tabulati telefonici e delle celle di segnale in cui i soggetti sospettati si trovavano al momento della scomparsa di Luigi Salvo.