Gaspare Gallo, il Capitano. Agrigento lo ricorda

Gaspare GalloNei giorni scorsi il calcio agrigentino, quello dei tempi fulgidi del  periodo 1950-70, ha vissuto una pagina luttuosa per la scomparsa di un atleta identificatosi per intero nei colori biancoazzurri in quanto agrigentino verace e soprattutto per aver vestito la maglia di capitano di quell’Akragas rifondata nel ’51 dalle ceneri della gloriosa Agrigento. Parliamo di Gaspare Gallo scomparso qualche settimana fa alla ragguardevole età di 86 anni circondato dall’affetto dei suoi cari e da amici che lo conoscevano e lo stimavano.

Gaspare Gallo fu dell’Akragas un difensore roccioso e generoso. Nel ruolo di terzino gli attaccanti avversari dovevano studiarle tutte per superare quel baluardo fatto di scaltrezza di gioco e di tenuta per tutti i 90 minuti.

Gaspare GalloIn città più che col suo vero cognome lo chiamavano tutti “capità” riconoscendogli quel carisma che nella storia agrigentina era stato soltanto di pochi come Mimmo Gareffa, il giocatore-allenatore Borgo e l’altro giocatore-allenatore che fu Carmelo Di Bella.

Dopo aver appeso le scarpe al chiodo l’ex bandiera dell’Akragas si dedicò alla Berretti ed ai ragazzi della Primavera, ma fu anche allenatore in seconda e soprattutto legato alla società con uffici in Discesa Canino prima e poi in via Atenea al punto che in diverse circostanze i responsabili del club lo incaricavano di seguire la squadra nelle trasferte in qualità di dirigente-accompagnatore.

Lunedì 20 luglio prossimo nella chiesa della Provvidenza, nelle cui vicinanze risiede la famiglia Gallo e che dista pochi metri dal vecchio stadio Esseneto, ci sarà un rito funebre per ricordare Gaspare Gallo ad un mese dalla scomparsa. Nell’occasione rivolgerà un breve discorso Andrea Carisi che, prima di divenire docente di disegno ed artista eccelso, fu anche da giovane un buon portiere, e che ha realizzato meritoriamente alcuni preziosi cataloghi sulla storia del calcio ad Agrigento a partire dagli anni Venti.

Corrado Catania