Tra Miccoli e Amelia, un agrigentino nello staff medico del “Palermo calcio”

Carmelo-Roccaro

Un’esperienza esaltante. Come non definire tale quello che sta accadendo all’agrigentino Camelo Roccaro,   da quasi un anno,  in qualità di osteopata, nello staff sanitario del Palermo calcio,  che nei prossimi giorni raggiungerà la squadra  nel ritiro  precampionato di  St. Veit an der Glan, in Austria.

A Roccaro – membro del Registro degli osteopati d’Italia,  dottore magistrale in scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione e per anni  professore a contratto nel Corso di laurea in fisioterapia all ‘Università di Palermo – il  Palermo calcio ha  infatti rinnovato il contratto.

Continuerà così  lavorare  con giocatori di prestigio  e  campioni affermati  come  Miccoli o Amelia, solo  per citarne alcuni, con Zenga che addirittura nella conferenza stampa  di ieri ha annunciato che intende fare un campionato di vetta, parlando  addirittura di scudetto.

Ma quale è il ruolo che svolge, insieme ad altre figure sanitarie, un osteopata per il recupero di atleti   infortunati?

“L’ osteopatia, spiega Roccaro, è una disciplina che si colloca nell’ambito delle terapie manuali che guardano alla globalità dell’equilibrio tra la struttura muscolo scheletrica, viscerale, del sistema cranio-sacrale e le varie funzioni dell’organismo di un individuo. Ogni limitazione di mobilità di una qualsiasi struttura del corpo finisce per alterare la sua funzione, estendendo questa alterazione ad altre parti corporee, attraverso una serie di adattamenti funzionali e posturali. L’osteopatia consente di individuare e rimuovere, con tecniche manuali, molti di questi “blocchi” della struttura corporea per consentirle di ritrovare un equilibrio e un funzionamento migliore”.

In quali tipi di problemi è indicato questo tipo di trattamento?

“Sicuramente è primariamente indicata in tutti i problemi di natura funzionale che interessano tutte le strutture muscolo scheletriche quali la colonna vertebrale, il bacino, il piede e tutto l’arto inferiore così come la spalla e tutto l’arto superiore ,che possono evidenziarsi con dolore, limitazione del movimento e alterazione della postura. Esistono anche ambiti di intervento nella sfera cervico-cranio-mandibolare, cranio-sacrale e viscerale per i problemi funzionali correlati”.

Per motivi di riservatezza e di privacy,  Roccaro non può naturalmente fare riferimento  a  giocatori, situazioni e  vicende  che si sono verificate nell’ultimo campionato.

Spiega però come un osteopata può intervenire  nel delicatissimo  ambito dello sport professionistico ed in par5icolare  nel mondo del calcio.

“Tutti gli atleti, soprattutto in ambito professionistico, sottopongono, spiega Carmelo Roccaro,  la propria struttura fisica a notevoli sollecitazioni, seppur dietro una seria preparazione atletica mirata, caratterizzate dalla specificità del gesto sportivo proprio di quella disciplina, sia essa il calcio, il volley , il basket o altro. A volte il tipo di attività pone  la possibilità che questa possa portare a dei traumatismi di varia entità. Dopo il trauma , le cure mediche e riabilitative consentono il recupero dell’atleta ma spesso l’evento traumatico lascia delle micro riduzioni di mobilità o  fissazioni articolari.Queste, se non rimosse, possono creare , nel tempo, degli adattamenti posturali in grado di evidenziare problemi anche su distretti corporei lontani dalla zona interessata dal trauma. Nei calciatori, per esempio, molti traumi a carico della caviglia e del piede, possono creare blocchi capaci di provocare, a seguito di adattamenti dell’assetto corporeo, problemi  come il mal di schiena o disturbi muscolari di varia entità.L’osteopata, in questo caso individua e rimuove tali limitazioni funzionali con tecniche manuali , mai aggressive, per facilitare e accelerare tutto il processo di recupero effettuato dai fisioterapisti con l’esercizio terapeutico. In fase preventiva, essenziale in ambito sportivo, l’intervento osteopatico è importantissimo per evitare  traumi specifici o recidive e per migliorare la resa atletica”.

Quest’anno il Palermo ha condotto un buon campionato, mancando per poco la qualificazione in European Laugue, cosa può dirci di questa esperienza?

“Per me si è trattata di una esperienza entusiasmante. Lavorare per grandi campioni in un club prestigioso, insieme a colleghi fisioterapisti e medici di grande esperienza e professionalità oltrechè con bravi preparatori atletici , ha costituito una notevole opportunità di crescita tanto sul piano professionale quanto su quello umano”.