Aeroporto, per Racalmuto solo danni

A seguito dell’incontro tenutosi a Palermo, presso l’Assessorato Regionale all’Industria, con il neoassessore regionale e vice presidente di Confindustria Sicilia, Marco Venturi, si è discusso non solo di problematiche attinenti le aree per gli insediamenti produttivi di Racalmuto, ma anche di un interessantissima idea progettuale che può riguardare  i collegamenti ferroviari siciliani.

L’idea dell’assessore Venturi, riassunta in una semplice proposta operativa è la seguente: perché tutti i comuni siciliani, con i sindaci in testa, non rivendicano la creazione delle linee ferrate per l’alta velocità, così come la si sta facendo nel centro-nord Italia?

Potremmo meritarci qualcosa in più, in materia di trasporti,  in considerazione degli oltre 5 milioni di abitanti della Sicilia che, crediamo, non  siano pochi.

Non si capisce perché  per raggiungere i nostri aeroporti siamo ancora fermi ai collegamenti ottocenteschi e  nella migliore delle ipotesi, facendo ricorso al trasporto su gomma, impieghiamo più di due ore.

Col treno non ne parliamo proprio, perché le ore di percorrenza sono addirittura il triplo.

Realizzando anche da noi, la cosiddetta alta velocità, si potrebbero invece, tranquillamente, raggiungere in treno, da qualsiasi punto della Sicilia, gli aeroporti di Palermo e Catania, in meno di mezz’ora.

Si finirebbe così di continuare a discutere,  sprecare risorse e soprattutto  perdere tempo attorno ad idee più o meno bislacche, come lo è stata, per oltre dieci anni, quella di creare un aeroporto nelle colline di Racalmuto.

Altra cosa è, ovviamente il progetto per la creazione di un’aviosuperfice privata, laddove gli Americani nel 1943, pensarono, in occasione del loro sbarco in Sicilia, di crearvi una pista di atterraggio, avendo preventivamente ed accuratamente studiato che quello era uno dei pochissimi siti idonei per creare un aeroporto in provincia di Agrigento.

Eppure la Provincia Regionale di Agrigento, per oltre dieci anni ha insistito nel voler raddrizzare le gambe ai cani, puntando su Racalmuto, su contrada Noce, dritto sulla casa di campagna di Leonardo Sciascia. Chissà perché?

Forse per non far niente, per sollevare soltanto un vespaio di polemiche e nient’altro.

Anche questa panzana dell’aeroporto di Racalmuto ce la siamo dovuta sorbire, soprattutto noi Racalmutesi, che ne abbiamo ricevuto notevoli danni.

Infatti, in attesa della creazione di un ipotetico  aeroporto, in quella che era ed è la zona agricola e per insediamenti produttivi, tra le più importanti dell’intera provincia dio Agrigento, a causa dello spauracchio dell’aeroporto fantasma, all’interno di centinaia di ettari di pregiate aree, non solo agricole ma anche industriali, nessuno, nel corso di questi lunghi anni, ha potuto vendere, nessuno ha voluto comprare, nessuno si è voluto insediare, come avveniva in passato, prima che si parlasse di questa inutile storia dell’aeroporto.

petrottoPer fortuna, con il Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, crediamo che si sia messo un definitivo punto fermo sull’intera vicenda.

Ormai  l’insensata idea di creare un aeroporto a Racalmuto è definitivamente tramontata, con buona pace di chi ha guadagnato qualche milione di euro di parcella, qualche gettone di presenza  e qualche posto in parlamento.

Ad essere danneggiati siamo stati  tutti quanti i Racalmutesi che io rappresento e spero di difendere, rivendicando delle opportune compensazioni, in termini di infrastrutture e servizi, anche per l’agricoltura, visto che il danno aeroporto che non c’è,  per Racalmuto, è stato incalcolabile.

Salvatore Petrotto