Villaggio Mosè: zona dimenticata da Dio e dagli uomini (del Comune)

Nuova zona di espansione edilizia, il Villaggio Mosè gode di un particolare privilegio: agli occhi del Sindaco e della giunta comunale (di destra e di sinistra) non esiste.
Si concedono licenze edilizie e si riscuotono oneri di urbanizzazione, ma non si provvede ad espropriare le zone che dovrebbero diventare strade e dunque non si fanno le strade perché la zona da asfaltare non è di proprietà del Comune. E poiché il Comune è assente, non ci sono strade tracciate ed ogni costruttore costruisce come meglio gli aggrada, non tenendo conto di piani e livelli. 
Due esempi. La via Vittorio De Sica, quella che porta alla scuola “XI settembre”, quando sarà asfaltata per intero (il “quando” è solo retorica), sarà su due livelli. Il PPXI approvato dal Comune prevedeva che fosse una strada a quattro corsie. A mala pena è asfaltato un tratto di cento metri ad una corsia e mezzo e tutto il resto si trova sotto il livello attuale. La via Pino Mercanti, che dovrebbe portare al secondo ingresso della scuola, è su tre livelli. Si proprio così: su tre livelli. Quando si completeranno le procedure di esproprio e realizzazione della strade, gli ingegneri del Comune avranno una brutta gatta da pelare. Ad alcune case sono state date la via ed il numero civico su via Mercanti, mentre hanno l’ingresso da via Piovene. La via Mastroianni, traversa di via Vittorio De Sica, attualmente è più larga della via principale.
Oltre a ciò c’è da dire che a causa del mancato esproprio non c’è illuminazione pubblica né servizio di igiene pubblica e, degrado su degrado, molte abitazione non usufruiscono ancora di collegamento alla rete elettrica perché l’ENEL non ha provveduto a porre delle cabine di trasformazione in quanto ignora (ufficialmente) che il Villaggio Mosè è zona di espansione e dunque non è tenuta a servirla.
Ci si chiede come sia possibile che i campi nomadi abbiano i servizi e i cittadini siano trattati peggio degli animali. Poche domande. Perché il  Comune, una volta approvato il PPXI,  non ha provveduto a tracciare le strade? Perché non ha provveduto a fare un piano per l’illuminazione pubblica? Perché non ha comunicato all’ENEL il piano della nuova zona di espansione né abbia predisposto una zona da assegnare alla stessa per poter permettere l’installazione di eventuali cabine di trasformazione? E’ giusto che la gente compri casa ma non la possa abitare per mancanza di servizi?
In questa città martoriata dalla povertà non si riesce a far decollare il vero turismo. E l’edilizia? Sanno gli amministratori (lo dice la statistica) che per ogni operaio edile che lavora c’è un’ altro operaio che lavora nell’indotto? Come può la gente investire in una zona desolata d’estate ed infangata d’inverno? Un appello agli amministratori: “ SVEGLIATEVI DALLA APATIA”.

Livio Sutera Sardo