Replica a notizie sequestro beni Agrò del 5 marzo 2010 da parte dei familiari Agrò e dell’avvocato Salvatore Pennica.
Scritto da Redazione | 7 mar 2010 - 22:13La notizia diffusa dai mezzi televisivi nazionali sul sequestro dei beni riconducibili ad Agrò Diego merita di essere precisata nei seguenti termini.
LA ISOA s.p.a è una azienda laeder nel mercato oleario e fonda il proprio prestigio nelle capacità professionali dei signori Agrò Giuseppe, Agrò Vincenza, Alessandro, Calogero e Marilisa.
I figli di Diego Agrò non sono stati mai raggiunti da provvedimenti giudiziari né sono contigui ad ambienti di criminalità organizzata rispetto ai quali per cultura si differenziano.
Il loro curriculum vitae è quello di commercianti che hanno acquisito prestigio con la gavetta maturata fuori dall’Italia, all’estero, in anni di intenso sacrificio personale nei quali è stato necessario, per affermarsi professionalmente allontanarsi dalla terra ove i sospetti nei confronti del loro Padre, Diego, rendevano impossibile l’esercizio del libero mercato.
Acquisita la professionalità il laeder dell’azienda Isoa che è Giuseppe Agrò ha costruito una azienda fondata sul lavoro dei congiunti acquisendo sul mercato del mediterraneo posizioni di prestigio commerciale che rischiano di essere definitivamente compromesse con l’informazione non vera che l’azienda è sotto sequestro perché in odore di mafia.
La isoa spa è sottoposta a sequestro giudiziario in attesa che possa chiarirsi la posizione giudiziaria del sig. Diego Agrò ma non può ritenersi una azienda come è stata definita vicina a cosa nostra perché la notizia è tendenziosa.
Il Rischio concreto ed attuale è di vedere compromessa la credibilità di un marchio che negli anni si è imposto con il sacrifico costante e diuturno dei sottoscritti che hanno acquisito giorno dopo giorno posizioni dominanti nel mercato nazionale ed internazionale li dove ciò che conta non sono i collegamenti mafiosi, mai avuti, ma le capacità professionali dimostrate in una condizione territoriale e ambientale che non è locale dove il merito ha il sopravvento sulle calunnie.
Auspichiamo una correzione da parte della stampa sul profilo aziendale personale e della ISOA perché intravediamo che la diffusione della notizia ccosi come è avvenuta possa compromettere la fiducia e la stima degli operatori che fino ad ieri vedevano nel sig. Giuseppe Agrò e nelle Isoa un punto di riferimento imprenditoriale serio e concreto con il quale scambiare affari nel libero mercato.
La concorrenza potrebbe approfittare delle deformate informazioni giornalistiche per fare perdere quote di mercato ad una azienda che continua ad operare sotto la cura e la professionalità dell’avv Cappellano Seminara, nominato amministratore giudiziario della ISOA al quale chiediamo vivamente di adoperarsi per porre argine ad una pubblicità negativa, quella mediatica, che non rende veri i fatti e agevola la concorrenza.
Siamo certi di dimostrare nelle sedi competenti la bontà del nostro operato, nella attesa auspichiamo la tutela della nostra immagine in attesa che si chiarisca la situazione di nostro Padre
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