12 piccole e preziose opere di 6 artisti per le pareti scanalate ed estetizzanti del Qoc, il bar-ristorante-atelier di moda di Agrigento, in mostra dal 28 luglio al 4 agosto. La giovane Olga Brucculeri e il suo espressionismo lisergico e spettroscopico; Rosario Bruno con i suoi inconfondibili e sempre fascinosi “cartoni romani” che sagomano le icone di ogni tempo e di ogni dove; Alfonso Leto con due esemplari della sua attuale visione della pittura in cui la memoria del dripping si ripropone in una fantasticheria decorativa ossessiva ed estetizzante, con elementi che tradiscono la sua propensione al congegno concettuale che deve far “muovere” la pittura; lo scultore Lorenzo Reina che ripropone due frammenti della sua multiforme ingegno plastico tra cui la misteriosa bombola di ossigeno di marmo di Carrara con un intarsio malevitchiano; Luca Sclafani che insegue (e preconizza) l’idea di una pittura algida e sopravvissuta a se stessa, al mondo, alla civiltà dell’uomo; Giovanni Tedesco che, fedele alla sua personale e ricca cifra narrativa, ci offre due nuovi frammenti, due nuova tappe del suo interessante cammino stilistico. Sei artisti, sei amici, tutti compresi nell’area dell’agrigentino che va da Siculiana (Bruno), ad Agrigento (Brucculeri, Sclafani e Tedesco) e risale sui monti quisquinesi (con Leto e Reina), per testimoniare la persistenza di una volontà creativa che traendo origini proprio da questo territorio si fa e si è fatta sempre pronta a rispondere al dialogo e al confronto con una più ampia visione dell’arte e della cultura.
RIPRODUZIONE RISERVATA


