Il “diabete mellito” è così chiamato perché: a) diabete deriva dal greco diabainein che significa “passare attraverso”, con riferimento alla maggiore quantità di urina prodotta dai diabetici; b) gli antenati dei medici odierni, non avendo a disposizione i laboratori di analisi, facevano diagnosi di diabete “assaggiando”le urine del paziente; nel diabetico infatti, la presenza anomala di zucchero rende le urine dolci (mellitus in latino significa, appunto, “dolce come il miele”).
Il diabete mellito è una condizione morbosa caratterizzata da un aumento dello zucchero (il glucosio) nel sangue che si definisce iperglicemia. Si parla di diabete quando la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) a digiuno supera i 126 milligrammi per ogni decilitro di sangue (126mg/dl). Il diabetico è una persona come tutte le altre, con l’unico problema di non essere in grado di assorbire lo zucchero (glucosio) necessario alle sue funzioni vitali. Tale fatto è dovuto all’incapacità, totale o parziale, del suo organismo di produrre l’ormone insulina.
Perché aumenta la glicemia nel sangue?
Vi è una ridotta produzione, da parte del pancreas, di insulina, ormone fondamentale per la regolazione della glicemia, o vi è una ridotta sensibilità degli organi all’insulina stessa. Il diabete, se non curato in modo appropriato e continuo, è un terribile nemico delle nostre arterie, in quanto determina una precoce comparsa dell’aterosclerosi. Le arterie di un diabetico invecchiano precocemente e in maniera molto veloce; e i diabetici incorrono più precocemente e più gravemente alle complicanze della malattia aterosclerotica (infarto cardiaco, insufficienza renale, retinopatia e ictus cerebrale). I danni sono così gravi e diffusi anche perché quasi tutti i diabetici sono ipertesi: il numero di ipertesi nella popolazione diabetica è circa il doppio rispetto alla popolazione generale; e aumenta in funzione dell’età, della durata della malattia diabetica, della presenza di complicazioni vascolari e dell’obesità. Contrariamente all’ipertensione arteriosa, il diabete si manifesta attraverso dei sintomi, anche se questi non sono facilmente interpretabili dal malato: ci si accorge che “qualcosa non funziona” quando si comincia a bere e urinare troppo, magari svegliandosi durante la notte. Unitamente si perde peso, nonostante l’alimentazione normale o addirittura accresciuta.
Cosa fare quando si ha il diabete?
Quando si sospetta di avere il diabete, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi al proprio medico curante che vi consiglierà alcune prime elementari indagini. Se tali esami risultassero positivi (glicemia fuori norma, glicosuria, cioè presenza di zucchero nelle urine), vi verrà chiesto di recarvi immediatamente in un centro di diabetologia specializzato dove vi sapranno fornire le indicazioni fondamentali per un primo corretto approccio alla malattia. L’aspetto educativo è fondamentale per affrontare e curare meglio una malattia che, nel caso del diabete giovanile, può manifestarsi fin da bambini e accompagnare la persona per tutta la vita. L’educazione sanitaria è la chiave di volta nella gestione della persona diabetica e dovrebbe essere prestata da professionisti che abbiano una profonda conoscenza dei bisogni dei giovani e delle loro famiglie, e di come tali bisogni mutino nel corso della vita. La diffusione sempre più capillare dei centri diabetici ha quindi contribuito in maniera decisiva alla corretta gestione della malattia, riducendo in modo significativo il numero delle complicazioni.
Cosa deve mangiare il diabetico?
Il diabetico ha bisogno di un’alimentazione del tutto simile a quella delle altre persone non malate. Il bambino e il giovane devono mirare a una crescita equilibrata in altezza e peso, svolgendo una normale attività fisica, mentre l’adulto deve mirare al raggiungimento e al mantenimento del peso ideale, conducendo l’attività sociale, lavorativa e sportiva che gli è abituale.
Ci si deve nutrire in maniera appropriata, senza esagerazioni né in un senso né nell’altro. Se la vita lo richiede, si possono fare degli strappi alla regola, ma come presto si impara, questi strappi facilmente provocano dei momentanei scompensi nel delicato equilibrio che spesso a fatica si riesce a raggiungere. Bisogna quindi limitare il più possibile tali eccezioni.
Fonte: software medico professionale “WinFood Due Pro 2.7 (Medimatica) della Medimatica SURL, utilizzato nello studio professionale del Dr. Salvatore Baiamonte
Alcuni consigli generici per l’alimentazione della persona che ha il diabete.
Aumentare l’apporto giornaliero di fibre. Preferire quindi prodotti integrali (pasta integrale, riso integrale, pane integrale, fette biscottate integrali…). Consumare legumi (ceci, fagioli, lenticchie, piselli) 3 o 4 volte alla settimana. Consumare verdure e ortaggi in quantità abbondante. Preferire carni magre; consumare pesce (anche quello azzurro) almeno 2 o tre volte alla settimana. Consumare uova, formaggi e salumi non più di 2 volte alla settimana.
EVITARE :
- Lardo, strutto, pancetta, panna;
- Carni grasse: oca, gallina, castrato, maiale grasso, frattaglie ed interiora;
- Carni insaccate; coppa, cotechino, mortadella, salsiccia, salame, wurstel, zampone;
- Pesci grassi: anguille, molluschi (per esempio cozze) e crostacei (per esempio gamberi)
- Formaggi che contengono molto grasso
- Fritture in genere, sughi grassi ed elaborate;
- Frutta secca ed oleosa: noci, nocciole, mandorle, castagne, datteri, fichi secchi…
- Zucchero (anche integrale), miele, marmellata, gelatine di frutta, cioccolata, caramelle, gelati, dolci di pasticceria, frutta candita e sciroppata;
- Bevande zuccherate, aperitivi e digestivi, amari, liquori, superalcolici, aranciata, coca-cola, sciroppi, acqua brillante o tonica.
- Il vino può essere consumato (specialmente quello rosso) con molta moderazione (un bicchiere pranzo e uno a cena).
Un’assunzione almeno di due volte alla settimana di pesce ha degli effetti vantaggiosi sulla quantità di grassi nel sangue, sulla pressione del sangue e sulla adesione piastrinica rendendo il sangue più fluido. In una malattia che rischia di compromettere il microcircolo del sangue, come il diabete, è importante sapere che un maggior consumo di pesce è necessario per migliorare le caratteristiche della parete arteriosa. L’apporto di sale deve essere ridotto. Per quel che riguarda il consumo di dolcificanti sintetici come per esempio l’aspartame è importante farlo con moderazione.
Fonte: Marco Formichi; “Voler bene al cuore”
Questo articolo è dedicato alla memoria del mio Autorevole Collega del Foro di Palermo:
Avv. Enzo Fragalà
Cordialmente,
Dr./Avv. Salvatore Baiamonte
Questo brano, scritto da Marco Formichi, è stato scelto per i lettori di Agrigentoweb.it dal Biologo Nutrizionista Dr. Salvatore Baiamonte Specialista in Patologia Clinica con un’Idoneità al Dottorato di Ricerca in Immunofarmacologia e autore, in collaborazione con lo Chef Joseph Puma, del libro “La dieta perfetta” pubblicato in Italia dalla casa editrice Hobby & Work; tradotto e pubblicato in Francia e in Quebec (Canada) con il titolo “Le Régime Méditerranéen, La Cuisine Italienne” dalla casa editrice francese Edp Sciences (ÉDITION DIFFUSION PRESSE SCIENCES -www.edpsciences.org), venduto in tutti i paesi del mondo dove viene parlata la lingua francese nei portali internazionali amazon.fr e amazon.ca. Consulente scientifico della Dietetics Pharma di Milano (www.dieteticspharma.it). Comunico, infine, che la seconda edizione del mio libro “La dieta perfetta” è già presente in Italia nelle migliori librerie oppure sui portali (www.lafeltrinelli.it e www.ibs.it).
Un cordialissimo saluto a tutte le lettrici e a tutti i lettori di Agrigentoweb.it!
Scritto da Salvatore Baiamonte | 6 mar 2010 - 21:32RIPRODUZIONE RISERVATA


