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I trigliceridi, il colesterolo cattivo e il colesterolo buono

Scritto da Salvatore Baiamonte | 7 feb 2010 - 20:42 | | L'angolo del dietologo.| letto 684 volte | Leggi i commenti su questo articolo RSS 2.0.

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Le regime mediterraneen la cuisine italienne copiaPrima che il fegato possa spedire i trigliceridi attraverso il circolo sanguigno ai tessuti che ne hanno bisogno, deve trovare un modo per trasportarli e questo presenta due problemi. Prima di tutto i trigliceridi e il colesterolo sono oli, il sangue è più che altro acqua e, come sappiamo, l’olio e l’acqua non si amalgamano. Pensate a quel che succede quando mischiate olio e aceto in una bottiglietta per preparare il condimento per l’insalata. L’olio non sta in soluzione.

Il secondo problema è che il colesterolo deteriora le arterie, introducendosi nelle loro fessure, installandosi in esse e provocando danni. Il fegato risolve questi problemi legando insieme colesterolo e trigliceridi in minuscoli pacchetti e rivestendoli di uno strato di sostanza emulsionante per tenerli in soluzione. Questo sistema non elimina solo il divario fra olio e acqua, ma fa in modo anche che il colesterolo non danneggi le arterie. Nonostante i pacchetti siano talmente piccoli da essere invisibili persino al microscopio, sono troppo grossi per entrare nelle fessure delle arterie. Essi galleggiano innocuamente nel circolo sanguigno, tenuti in soluzione dal loro rivestimento di agente emulsionante. Appena lasciato il fegato, questi pacchetti prendono il nome di very-low-density lipoprotein (VLDL, lipoproteine a bassissima densità). Immaginateli come piccoli “galleggianti” che vanno alla deriva nel torrente circolatorio senza depositarsi sulle arterie.

I medici, di solito, non misurano direttamente i galleggianti. E’ molto più semplice misurare i trigliceridi che indicano il numero dei galleggianti. Quando il vostro medico vi parla di trigliceridemia, si riferisce al numero di galleggianti che avete nel sangue.

Ecco perché il livello di trigliceridi nel sangue è importante:

*Una concentrazione eccessiva di trigliceridi riduce il livello di colesterolo HDL, o “colesterolo buono”, favorendo così l’aterosclerosi anche se il livello di colesterolo cattivo è normale.

*Una forte concentrazione di trigliceridi è un segno attendibile di resistenza all’insulina. Quando si consumano più carboidrati di quanti possa gestirne adeguatamente l’organismo, il fegato li trasforma in trigliceridi. E’ vero anche il contrario. Se svolgete attività fisica e limitate il consumo di amidi e zuccheri, sicuramente nell’arco di pochi giorni il livello di trigliceridi nel sangue calerà a picco.

COLESTEROLO CATTIVO

Man mano che i galleggianti passano nel sistema circolatorio, gli organi che hanno bisogno di trigliceridi se ne servono, rilasciando invece nel sangue la maggior parte del colesterolo. Ne consegue che i pacchetti si fanno più piccoli, più pesanti e più ricchi di colesterolo. Dopo aver perso la maggior parte di trigliceridi che contenevano, i pacchetti vengono detti low-density lipoprotein o LDL (lipoproteine a bassa densità), o anche “colesterolo cattivo”. Al contrario dei galleggianti, questi nuovi pacchetti sono abbastanza piccoli da introdursi nelle fessure delle arterie, sistemarsi lì e provocare danni. Tutti abbiamo delle LDL nel circolo sanguigno e, finché i livelli non sono troppo alti, l’organismo riesce a ripulire il sangue. Ma se sono troppe, sopprimono i meccanismi devoluti alla loro rimozione con il conseguente accumulo di colesterolo sulle pareti delle arterie.

E’ proprio l’infiltrazione dei pacchetti di LDL che provoca l’aterosclerosi. In prima linea per la difesa contro l’eccesso di LDL nel sangue c’è il fegato. Minuscoli recettori sulla superficie delle cellule epatiche bloccano e rimuovono dalla circolazione i pacchetti di LDL. In alcune persone però, i recettori di LDL non funzionano molto bene, il fegato quindi non riesce a eliminare in maniera adeguata i pacchetti di LDL ed essi tornano in circolazione. E’ l’inefficiente rimozione dei pacchetti di LDL e non solo l’eccessivo consumo alimentare di grassi o colesterolo che provoca l’aumento del livello di colesterolo nel sangue e le conseguenti malattie delle arterie.

COLESTEROLO BUONO

Il terzo tipo di particelle di colesterolo presenti nel sangue sono le HDL o high-density lipoprotein (lipoproteine ad alta densità), o “colesterolo buono”. I pacchetti di HDL funzionano come un aspirapolvere che circola in tutto il corpo e aspira il colesterolo slegato depositato dalle LDL sulle pareti delle arterie. Al contrario delle LDL, che ostruiscono i vasi sanguigni, le HDL aiutano a tenerli puliti. Un alto livello di HDL aiuta a proteggere i vasi dall’accumulo di colesterolo. Più HDL avete nel sangue, meno è probabile che vi venga l’aterosclerosi. Per esempio, un punto percentuale di aumento di colesterolo buono abbassa il rischio tanto quanto tre punti di riduzione di colesterolo cattivo. Se avete il colesterolo alto perché è alto il livello di HDL, avete meno probabilità della media delle persone di sviluppare una patologia arteriosa. D’altra parte, se avete un livello di colesterolo basso, potreste ancora essere a rischio, se è basso il livello di HDL. Ecco perché non bisogna basarsi sulla colesterolemia, nella scelta di una terapia. Dovete prendere in considerazione i livelli di tutti tre i tipi di particelle di colesterolo. Anche se una quantità eccessiva di trigliceridi nel sangue abbassa il colesterolo buono, le HDL sono in gran parte determinate geneticamente.

Fonte: Dr. Rob Thompson; La nuova dieta low carb

Questo articolo è dedicato alla redazione di Agrigentoweb.it, con l’occasione comunico che la traduzione francese del libro “La dieta perfetta” (Le Régime Méditerranéen, La Cuisine Italienne) uscirà sui portali internazionali amazon.fr e amazon.ca il giorno 11 febbraio 2010 per essere venduto in tutte le parti del mondo dove viene parlata la lingua francese.

Cordialmente,

Dr./Avv.  Salvatore Baiamonte

Questo brano, scritto dal Dr. Rob Thompson, è  stato scelto per i lettori di Agrigentoweb.it dal Biologo Nutrizionista Dr. Salvatore Baiamonte, Specialista in Patologia Clinica con un’Idoneità al Dottorato di Ricerca in Immunofarmacologia e autore, in collaborazione con  lo Chef Joseph Puma, del libro  “La dieta perfetta” pubblicato in Italia dalla casa editrice Hobby & Work e tradotto in Francia e in Canada  con il titolo “Le Régime Méditerranéen, La Cuisine Italienne” (Amazon.fr – Amazon.ca) dalla casa editrice francese Edp Sciences (ÉDITION DIFFUSION PRESSE SCIENCES -www.edpsciences.org); consulente scientifico della Dietetics Pharma di Milano (www.dieteticspharma.it)

Un cordialissimo saluto a tutte le lettrici e a tutti i lettori di Agrigentoweb.it!

www.ladietaperfetta.it

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