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	<title>AgrigentoWeb.it &#187; Le interviste</title>
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	<description>Quotidiano on line di Agrigento e Provincia</description>
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		<title>Un agrigentino &#8220;spaziale&#8221;, intervista a Tommaso Parrinello</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 20:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Dietro le quinte di CryoSat]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/parrinello_large0.jpg"></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/parrinello_large0.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-40123" title="parrinello_large,0" src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/parrinello_large0-125x75.jpg" alt="parrinello_large,0" width="125" height="75" /></a>Nel suo ruolo di Mission Manager del satellite CryoSat dell&#8217;ESA, Tommaso Parrinello sarà responsabile di CryoSat dopo il suo lancio quando il satellite sarà diventato a tutti gli effetti un veicolo spaziale. Una volta completata la fase di collaudo e accettazione del satellite, egli sarà responsabile per la supervisione delle operazioni di routine, compresa la distribuzione dei dati alla comunità scientifica internazionale.</p>
<p>Tommaso, di nazionalità italiana, nato in Gran Bretagna e cresciuto ad Agrigento (i genitori sono commercianti di calzature), ha frequentato il liceo &#8220;Leonardo&#8221;, ha conseguito la laurea in Fisica presso l&#8217;università di Pavia e un Dottorato in Telerilevamento presso l&#8217;università di Dundee, nel Regno Unito. Nel 1992 entra all&#8217;ESA con una borsa di studio come esperto di detriti spaziali, presso lo European Space Operation Centre (ESOC) di Darmstadt, in Germania. Continua a lavorare nel Dipartimento delle Operazioni acquisendo diversi anni di esperienza sulle operazioni dei satelliti, in particolare con XMM-Newton ed ERS-2. Nel 2001 si trasferisce al centro dell&#8217;ESA per l&#8217;osservazione della terra (ESRIN) a Frascati, in Italia. Nel 2007 arriva nel Direttorato dell&#8217;osservazione della Terra, dove nel 2008 assume la posizione di Mission Manager di CryoSat.</p>
<p>C<strong>he cosa significa essere il responsabile della missione CryoSat?</strong></p>
<p>Sarò responsabile della missione nella sua fase operativa che inizia alla fine dell&#8217;attività di collaudo. Sarà mia responsabilità non solo gestire la missione dal punto di vista finanziario, ma anche di sovrintendere alle operazioni del satellite e del segmento di terra, nonché all&#8217;utilizzo dei dati scientifici. Uno dei miei obiettivi principali è quello di massimizzare il ritorno scientifico. Come responsabile della missione, mi interfaccerò con i delegati del Direttorato dell&#8217;Osservazione della Terra dell&#8217;Agenzia, competenti per le questioni tecniche, scientifiche e programmatiche.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è stato finora l&#8217;aspetto più gratificante dell’essere coinvolti nella missione CryoSat?</strong></p>
<p>CryoSat è un satellite unico nel suo genere. Lo strumento di CryoSat è un altimetro sofisticato che misurerà lo spessore dei ghiacci marini e terrestri con un&#8217;accuratezza senza precedenti.</p>
<p>La perdita del primo satellite durante la fase di lancio nell&#8217;ottobre del 2005 non ha scoraggiato né L&#8217;ESA né i suoi stati membri. Grazie alla dedizione di centinaia di colleghi dell&#8217;ESA e dell&#8217;industria, il satellite è di nuovo sulla rampa di lancio dopo solo quattro anni e mezzo da quell&#8217;evento, cosa mai accaduta prima. Pertanto far parte della famiglia di CryoSat è già gratificante in sé, ma credo che l&#8217;aspetto più soddisfacente debba ancora arrivare, sia per me che per tutte le persone che hanno lavorato al progetto, e cioè quando CryoSat sarà riconosciuto come una delle più importanti missioni ad aver contribuito ad una migliore comprensione del nostro pianeta e in particolare a chiarire la relazione tra lo scioglimento dei ghiacci polari e il surriscaldamento globale.</p>
<p><strong>Quale sarà il suo coinvolgimento durante la vita operativa del satellite?</strong></p>
<p>Da quando avrò la responsabilità generale della missione, dedicherò buona parte del mio tempo a lavorare con i team operativi avendo cura che le operazioni del satellite e dei sistemi del segmento di terra funzionino senza intoppi e che i dati siano distribuiti alla comunità scientifica in modo efficiente. Mi concentrerò anche sulla comunicazione esterna relazionandomi con persone esterne al progetto con lo scopo di massimizzare il ritorno scientifico della missione e di trovare nuove collaborazioni scientifiche; quest&#8217;ultimo avverrà in particolare con gli scienziati e l&#8217;opinione pubblica. In questo sarò comunque aiutato dal professore Duncan Wingham, principale scienziato della missione CryoSat.</p>
<p>Lavorerò sulla missione per tutta la sua vita operativa ed anche oltre. Il satellite ha una vita operativa che va oltre quella inizialmente programmata di 3.5 anni. Non c&#8217;è dubbio che i dati forniti dalla missione avranno un grande valore scientifico, pertanto sarò coinvolto nel definire l&#8217;estensione della missione al di là della sua vita operativa iniziale.</p>
<p><strong>Quale ritiene che sia l&#8217;aspetto più affascinante della missione CryoSat?</strong></p>
<p>Tra i tanti aspetti, credo che quello più affascinante sia che per la prima volta forniremo dati scientifici su latitudini geografiche mai raggiunte fino ad ora da un altimetro satellitare, che è uno strumento non affetto da condizioni meteorologiche. Infatti, a causa dell&#8217;inclinazione orbitale degli attuali satelliti, essi non sono in grado di fornire dati scientifici su una superficie pari a quella Europea. Per fare un altro esempio, oggi, non abbiamo dati altimetrici sull&#8217;Antartide su una superficie pari a quella della Groenlandia. CryoSat ridurrà di un fattore 10 la parte inesplorata lasciandone solo una parte pari all superficie dell&#8217;Italia.</p>
<p>C<strong>hi saranno i principali utenti dei dati CryoSat?</strong></p>
<p>I maggiori utenti sono scienziati di tutto il mondo esperti nell&#8217;utilizzo di dati satellitari per misurare la variazione degli spessore dei ghiacci marini, terrestri e dei ghiacciai.</p>
<p>Con gli effetti di un clima in rapido cambiamento, è ancora più importante capire come la criosfera sta cambiando a causa del surriscaldamento globale. Questo spiega la grande aspettativa della comunità scientifica per i dati di CryoSat, confermata dalla grande risposta alle due richieste avanzate dall&#8217;ESA pubblicate nel 2004 e nel 2008.</p>
<p>Attualmente ci sono più di 200 istituzioni tra cui 120 scienziati capi progetto, provenienti da 22 paesi in tutto il mondo che utilizzeranno i dati del satellite. Una volta che la missione avrà inizio e si inizierà a distribuire i dati, mi aspetto che la comunità scientifica di CryoSat aumenti.</p>
<p>E’ anche importante sottolineare che sebbene l&#8217;obiettivo di CryoSat sia lo studio dei ghiacci marini e terrestri, CryoSat acquisirà informazioni scientifiche sull&#8217;oceano, sulle coste e sui maggiori sistemi idrologici, aumentando ancor di più questa comunità.</p>
<p><strong>Come saranno forniti agli utenti i dati di CryoSat?</strong></p>
<p>Il segmento di terra di CryoSat sarà gestito sotto la responsabilità del Dipartimento Segmento di Terra del Direttorato dell&#8217;Oservazione della Terra dell&#8217;ESA che ha sede ad ESRIN a Frascati. ESRIN è anche responsabile della missione e del supporto agli utenti.</p>
<p>I dati di CryoSat acquisiti e processati a Kiruna (Svezia) saranno distribuiti agli utenti elettronicamente via Internet. L&#8217;archivio invece sarà a Tolosa, CNES, il quale sarà anche responsabile per il riprocessamento dei dati quando questo sarà opportuno. Il nostro obiettivo è quello di offrire un accesso facile ai dati.</p>
<p><strong>Dove si troverà per il lancio?</strong><br />
Anche se l&#8217;evento principale avrà luogo all&#8217;ESOC, io sarò all&#8217;ESRIN, dove è stato organizzato un evento locale. Darò il benvenuto alle autorità, ai media e agli scienziati italiani, ai miei colleghi con le loro famiglie.</p>
<p>CryoSat ha un grande vantaggio rispetto al precedente Earth Explorer che fu lanciato di notte. Infatti il decollo è previsto per le 14:57 CET, un&#8217;ora ritenuta senza dubbio più adatta ad un intrattenimento di questa importanza.</p>

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		<title>Dieci domande a Salvatore Iacolino</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 12:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Gelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo incontrato l’on. Salvatore Iacolino, l’europarlamentare del PDL che traccia un bilancio dei primi sei mesi al Parlamento Europeo.
Si è parlato di giustizia, carceri, immigrazione, del Lombardo-ter e delle aspettative per il nuovo anno.
On. Iacolino, sono trascorsi sei mesi dalla sua elezione al Palamento Europeo, come giudica questa esperienza. 
 
“Il bilancio dei primi sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/iacolino_intervista.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34536" title="iacolino_intervista" src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/iacolino_intervista-400x300.jpg" alt="iacolino_intervista" width="400" height="300" /></a>Abbiamo incontrato l’on. Salvatore Iacolino, l’europarlamentare del PDL che traccia un bilancio dei primi sei mesi al Parlamento Europeo.</p>
<p>Si è parlato di giustizia, carceri, immigrazione, del Lombardo-ter e delle aspettative per il nuovo anno.</p>
<p><strong>On. Iacolino, sono trascorsi sei mesi dalla sua elezione al Palamento Europeo, come giudica questa esperienza. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>“Il bilancio dei primi sei mesi di attività parlamentare è sicuramente positiva. Un’attività intensa e impegnativa che tuttavia mi carica di responsabilità consapevole dell’importante e prestigioso ruolo politico che mi hanno attribuito, con un largo consenso, gli elettori lo scorso giugno con oltre 141 mila preferenze.</p>
<p><strong>Lei ricopre il prestigioso incarico di Vice presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Può delineare un bilancio del lavoro svolto nell’ambito della commissione che presiede.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>“La Commissione in pochi mesi ha messo mani a importanti provvedimenti e si è mossa in linea con la promozione del benessere della persona umana seguendo anche le proposte che sono arrivate dal Governo Nazionale in materia di sicurezza dei cittadini, sulla tossicodipendenza, sull’immigrazione e sul Piano carceri. Proprio su questo punto è stato raggiunto un obiettivo di fondamentale importanza per il nostro Paese. Il Parlamento Europeo ha affermato per la prima volta il principio secondo il quale l&#8217;Unione Europea è pronta a finanziare la costruzione di nuove carceri in quegli Stati membri dove il sovraffollamento carcerario è dovuto alla presenza di detenuti stranieri. Un risultato di straordinaria importanza frutto del proficuo gioco di squadra fra il Governo nazionale e i parlamentari europei italiani che tiene conto della insostenibile situazione di sovraffollamento che vivono ancora i detenuti nelle carceri italiane”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Proprio sul Piano carceri, tra l’altro, il Parlamento ha accolto un suo emendamento.</strong></p>
<p>“Si è trattato di un emendamento in linea con le richieste del Governo Italiano contenute nel suo &#8220;Piano Carceri&#8221; che il Ministro Angelino Alfano era venuto a presentare a Bruxelles, ed in cui rientra anche il concetto di inclusione sociale, da me sostenuto con una intensa attività diplomatica con gli altri Gruppi politici. .</p>
<p><strong>Nell’ambito delle attività svolte dalla Commissione Libe lei sta conducendo una “battaglia” contro l’allarmante fenomeno delle tossicodipendenze.</strong></p>
<p>“Il fenomeno del policonsumo di sostanze stupefacenti &#8211; spesso con le combinazione di alcol e droga &#8211;  rappresentano una preoccupazione crescente per ogni famiglia europea e italiana. Sono convinto della necessità di creare una cabina di regia unitaria a livello europeo per arginare il dilagare del consumo di droga e l&#8217;uso eccessivo di internet, del gioco d&#8217;azzardo, delle dipendenze alimentari con un intervento indirizzato a sostenere le politiche degli Stati membri. Su questo tema ho disposto un’ interrogazione nella prossima seduta plenaria di Strasburgo”.</p>
<p><strong>Anche sul fronte dell’immigrazione clandestina è stato chiesto un intervento energico da parte dell’Europa.</strong></p>
<p>“Quello dell’immigrazione clandestina è un problema che a noi agrigentini sta particolarmente a cuore.  Come agrigentino e come europarlamentare ho fatto presente  che l&#8217;Italia non si può fare carico da solo del flusso migratorio ed è per questo motivo che il Parlamento Europeo si è pronunciato prevedendo gli strumenti per il rafforzamento di Frontex e dei confini esterni dell&#8217;UE, affermando anche il concetto cruciale della solidarietà obbligatoria tra stati membri, con il Documento di Stoccolma deliberato nel novembre del 2009.</p>
<p><strong>Nei mesi scorsi in Parlamento si è consumata un’aspra battaglia “tutta italiana” per quanto concerne la libertà di stampa nel nostro Paese. </strong></p>
<p>“Sono fermamente convinto che in Italia la libertà di stampa sia un valore riconosciuto e consolidato.<strong> </strong>E&#8217; stato triste osservare che a distanza di cinque anni dall&#8217;ultima risoluzione, approvata dal Parlamento Europeo nel 2004, sulla libertà d&#8217;informazione nell&#8217;UE, la sinistra italiana abbia elaborato un testo di risoluzione intriso di veleno e risentimento, esclusivamente contro l&#8217;Italia e contro il Governo guidato dal Premier in carica<strong>.</strong> Portare all’esame del Parlamento Europeo la discussione sulla libertà di stampa ha avuto il solo scopo di danneggiare l’immagine del nostro Paese.  In sede parlamentare ha dato ragione a noi e a chi come il Capo dello Stato, che ha affermato &#8211; come  le  questioni interne ad ogni Stato membro debbono, a ragione, essere risolte dagli organi interni a ciò preposti”.</p>
<p><strong>On. Iacolino le classifiche sulla qualità della vita collocano la provincia di Agrigento agli ultimi posti.  L’Europa cosa può fare per tirare fuori la nostra provincia dall’isolamento geografico, economico e sociale cui si trova relegata da troppo tempo.</strong></p>
<p>“Non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla rassegnazione. La classe politica agrigentina deve rimboccarsi le maniche ed è innegabile che il Governo nazionale si stia movendo nella direzione giusta. Penso al raddoppio della S.S. 640, al dragaggio del porto di Porto Empedocle e alle iniziative di realizzazione dell’aeroporto. Ciascuno deve fare la propria parte ed io porterò in provincia di Agrigento nelle prossime settimane il Commissario Europeo, Antonio Tajani, per attivare tutti gli strumenti necessari che offre l’Unione Europea”</p>
<p><strong>Lei è stato per oltre quattro anni direttore generale dell’Asl 6 di Palermo, la più grande Azienda Sanitaria dell’isola, chiudendo la sua esperienza con 3 milioni di euro di utili, come ha certificato </strong><strong>la Corte</strong><strong> dei Conti. Cosa le manca di quell’esperienza. </strong></p>
<p>“E’ stata un’esperienza significativa che mi ha impegnato quotidianamente su un territorio vastissimo ed un’organizzazione complessa, fatta da seimila lavoratori e da un bilancio di circa un miliardo e trecentomilioni di euro. Esperienza positiva fatta di risultati concreti e di obiettivi di salute raggiunti sia sul versante ospedaliero che territoriale e della prevenzione. Forse irripetibile come esperienza, sicuramente diversa da quella di parlamentare, aveva come caratteristica il quotidiano confronto rivolto alla soluzione di questioni gestionali da cui dipendeva la salute del cittadino”.</p>
<p><strong>On. Iacolino nei giorni scorsi è stato nominato responsabile dei rapporti con il Parlamento nazionale. Che sapore assume questo incarico. </strong></p>
<p>“E’motivo di orgoglio e soddisfazione poter ricondurre le istanze del Parlamento nazionale nell’ambito delle scelte su cui il Parlamento Europeo sarà chiamato a co-decidere con il Consiglio dell&#8217;Unione Europea in campo economico, sociale e dei diritti umani. Nell&#8217;ambito di questa cooperazione legislativa appare pertanto necessario creare un anello di congiunzione con i due rami del Parlamento nazionale. Un’attività di cooperazione e collaborazione di proposte che si fonderà sull&#8217;apporto dei singoli parlamentari e che deve avere come unico filo conduttore l’obiettivo di garantire una sintesi legislativa a sostegno delle istanze dei cittadini nell&#8217;interesse della Nazione.”</p>
<p><strong>Che ne pensa del nuovo Governo Regionale, del Lombardo ter?</strong></p>
<p>Il Presidente della Regione nella rimodulazione della giunta ha nella sostanza violato il patto con gli elettori  che lo avevano voluto a capo di un governo di centrodestra. Il terzo governo in venti mesi la dice lunga sulla mancata forza propulsiva di un’attività di governo impantanata e incapace di dare quella spinta propulsiva tanto invocata dai ceti deboli, dalle categorie produttive e dalle associazioni di volontariato. Abbiamo assistito ad un’attività di governo caratterizzata da un preoccupante immobilismo e priva di realizzazioni importanti per sostenere finalmente le amministrazioni locali e ridare una prospettiva di slancio alla comunità isolana”.</p>
<p><strong>Cosa si aspetta dal 2010?</strong></p>
<p>“Mi auguro che il 2010 possa essere l’anno della svolta per la provincia di Agrigento. A cominciare dall’aeroporto, ma penso agli sviluppi di una politica commerciale nel mediterraneo che valorizzi il rapporto con l’Africa e ad un supporto maggiore nei confronti delle piccole e medie imprese e dei talenti che la nostra terra deve sapere valorizzare. Penso ad una rete di rapporti con le associazioni di volontariato e gli Enti Locali per esprimere progettualità in linea con le attese della comunità agrigentina e siciliana  che sappia utilizzare al meglio le risorse dell’Unione Europea e le opportunità offerte dal governo nazionale. C’è bisogno di maggiore sacrificio e di grande buon senso. Meno litigi e più concretezza. Se ci saranno queste precondizioni probabilmente avremo i risultati sperati che per troppo tempo sono stati vanamente attesi”.</p>

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		<title>“La “buona” Sicilia di un tempo”, intervista con l’autrice Mariangela Gentile</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 21:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Gelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“ La buona Sicilia di un tempo” è il titolo del suo lavoro, è una critica alla Sicilia di oggi?
No. Tutt’altro. Il mio lavoro è volto a tessere un filo di continuità tra le buone angolature della Sicilia di un tempo e le stesse che oggi la Sicilia conserva. Talvolta i mezzi di comunicazione, purtroppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/Copertina_gentile.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27067" title="Copertina_gentile" src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/Copertina_gentile-125x75.jpg" alt="Copertina_gentile" width="125" height="75" /></a>“ La buona Sicilia di un tempo” è il titolo del suo lavoro, è una critica alla Sicilia di oggi?</strong></p>
<p>No. Tutt’altro. Il mio lavoro è volto a tessere un filo di continuità tra le buone angolature della Sicilia di un tempo e le stesse che oggi la Sicilia conserva. Talvolta i mezzi di comunicazione, purtroppo animati da giusta causa, usano toni denigratori per descrivere le campagne brulle, l’odore di zagara al mattino presto, il ribollire del vino, lo spessore di un modo di vivere che è solo di noi siciliani.</p>
<p>Il lavoro è un intreccio di storie e sapori, un invito a stringere, tra i pugni, la propria terra piena di radici perché una terra viva non ha mai paura di fiorire.</p>
<p><strong>Il lavoro concorrerà al Premio Giornalistico “Sicilia Madre Mediterranea” indetto dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, un premio impegnativo.</strong></p>
<p>Ho parlato della mia terra romanzandone, talvolta, le dure note della realtà. In una fase temporale nella quale, in Sicilia,  è in atto una diaspora di giovani laureati mi sono posta un interrogativo tentando di rispondere a me stessa. Cercando di spiegare la mia controtendenza. Mi sono chiesta perché ho scelto la Sicilia e ho risposto che, in Sicilia, si sceglie senza sapere di averlo fatto. Non sono gli uomini che vivono, è la terra che freme per essere vissuta. Riguardo al premio, spero sia dato spazio ai giovani. Sono consapevole, alla luce delle edizioni precedenti del Premio stesso, di concorrere con persone qualificate e, sicuramente, con un bagaglio culturale e professionale più ampio del mio, ma io sono, nella mia semplicità, una che resta, che non desiste.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Oggetto del premio è la valorizzazione del patrimonio culturale, naturalistico, sociale della Sicilia in riferimento ai valori enogastronomici. Come pensa di avere centrato l’obiettivo?</strong></p>
<p>Ho scritto da ospite. Durante la stesura del lavoro ho riflettuto su ciò che ho sempre considerato radicato alla mia terra, senza un perché. E ho scoperto orizzonti inimmaginabili. Ho scoperto che tutte le cose hanno un perché e che in Sicilia nulla è come sembra. Ho fatto lavoro di ricerca sul campo. Mi sono soffermata ad ascoltare chi il filo delle buone angolature ha iniziato a tesserlo per la prima volta, ho esplorato vecchie foto risalendo alle origini della mia terra. Ho usato la storia del passato per comprendere le tradizioni del presente.</p>
<p><strong>Si improvvisa scrittrice o la sua è una passione radicata?</strong></p>
<p>Penso la scrittura sia un sentimento viscerale, rifugia da qualsiasi ricostruzione razionale. No, non è una passione improvvisata, scrivo ormai da parecchi anni. Sono attualmente caporedattrice del Giornale “La Zagara”, il Giornale della Facoltà di Giurisprudenza, che frequento, presso la Lumsa di Palermo. In passato sono stata caporedattrice del Giornale “Fuori Testo” presso il Liceo Classico “Virgilio” di Mussomeli, collaboratrice con il Giornale di Sicilia, vincitrice di numerosi premi letterari tra cui il Premio Scafati col patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania, Provincia di Salerno e Città di Scafati. Attualmente curo una pubblicazione con il Comune di Cammarata, il mio comune di residenza. Ma, soprattutto, ho tanti progetti per il futuro.</p>

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		<title>Intervista a Rino La Mendola</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Gelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista a Rino La Mendola, riconfermato alla guida dell’Ordine degli Architetti di Agrigento.
Lo   scorso   7   Ottobre  si   è  insediato  il   neo-eletto  Consiglio  dell’Ordine. Lei, forte di un successo elettorale  senza precedenti,  pari al  95,53%, è stato confermato Presidente per  il quinto mandato  consecutivo; in particolare, Lei è presidente sin dal 1996: come si è trasformato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/consiglioordinearchitetti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-25285" title="consiglioordinearchitetti" src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/consiglioordinearchitetti-125x75.jpg" alt="consiglioordinearchitetti" width="125" height="75" /></a>Intervista a Rino La Mendola, riconfermato alla guida dell’Ordine degli Architetti di Agrigento.</p>
<p><strong>Lo   scorso   7   Ottobre  si   è  insediato  il   neo-eletto  Consiglio  dell’Ordine. Lei, forte di un successo elettorale  senza precedenti,  pari al  95,53%, è stato confermato Presidente per  il quinto mandato  consecutivo; in particolare, Lei è presidente sin dal 1996: come si è trasformato l’Ordine in questi ultimi tredici anni? </strong></p>
<p>Negli ultimi anni, l’Ordine si è progressivamente trasformato da semplice organo corporativo, proteso esclusivamente alla vigilanza sulla corretta osservanza delle norme di deontologia professionale, ad un soggetto attivo nella società civile, impegnato, da un lato, nella formazione e nell’aggiornamento professionale dei propri iscritti, dall’altro, nella promozione di una corretta gestione del territorio e nello sviluppo sostenibile della nostra terra. Per rimanere nell’ambito agrigentino, si ricordi il progetto Hyperion, i concorsi di idee sulla riqualificazione del centro storico e della cittadella degli studi di contrada calcarelle; si ricordi il contributo offerto dall’Ordine alla pianificazione della città dei templi nella fase di adozione del PRG; si ricordi, ancora,  il progetto ecodomus-agrigento, che  porterà lavoro, nel rispetto dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico o, ancora, il progetto donato dall’Ordine al Comune di Agrigento qualche mese fa, per la riqualificazione dei giardini antistanti porta di ponte; grazie a quel progetto il Comune ha potuto partecipare al bando sulla riqualificazione urbana , pubblicato lo scorso mese di aprile.  Si ricordi, infine, la collaborazione offerta alla protezione civile, con la partecipazione di due squadre di architetti volontari, inviate dall’Ordine in Abruzzo per  censire  i danni prodotti dal sisma.</p>
<p>Ma ritengo giusto sottolineare che questi obiettivi sono stati raggiunti grazie alla collaborazione dei consiglieri e degli iscritti all’Ordine, che sono sempre vicini al consiglio direttivo e grazie al lavoro svolto dai miei predecessori e dai consigli direttivi  che si sono succeduti dalla fondazione dell’ordine ad oggi.</p>
<p><strong>La sua lista ha preso complessivamente ben 6.047 voti, conclamando una  notevole affermazione elettorale. Quali sono le reazioni ad un voto pressocché  plebiscitario e quali programmi intende portare avanti, durante il prossimo quadriennio 2009-2013? </strong></p>
<p>E’ certamente emozionante rilevare che gli architetti agrigentini, dopo ben cinque mandati consecutivi, lunghi  ben tredici anni, credono ancora fermamente nel gruppo che rappresento, votando ancora una volta in modo quasi plebiscitario. Ciò ci carica di crescente  energia, indispensabile  per raggiungere nuovi obiettivi, non solo in favore della stessa categoria degli architetti, ma, in linea con il lavoro svolto negli ultimi anni,  anche in favore dello sviluppo sostenibile del nostro territorio.</p>
<p>Proseguendo lungo tale  percorso tracciato negli ultimi anni e nella consapevolezza dell’importante ruolo svolto dalla figura dell’architetto nei processi di trasformazione del territorio, al centro del nostro programma, per i prossimi quattro anni, c’è la formazione e l’aggiornamento  professionale, l’interlocuzione e la collaborazione con le istituzioni locali (per promuovere la riqualificazione del territorio della provinciadi Agrigento) ed il confronto, attraverso la Consulta Regionale, con il Governo ed il Parlamento Regionale affinché vengano  presto varati provvedimenti legislativi che semplifichino l’affidamento degli incarichi professionali  e  la redazione degli strumenti di pianificazione.”</p>
<p><strong>Il Consiglio  uscente è stato confermato integralmente, o ci sono  nuovi ingressi?</strong></p>
<p>Otto degli undici componenti del Consiglio uscente sono stati confermati (oltre a Rino La Mendola: Giuseppe Antona, Rosa Maria Corbo, Pietro Fiaccabrino, Riccardo Lombardo, Emanuele Maratta, Giuseppe Mazzotta, Simona Sanzo), pertanto i nuove ingressi sono tre: gli architetti di Sciacca Ignazio Gallo e Massimiliano Trapani ed il consigliere triennale  Giovanni Raineri (arch. junior).</p>
<p>Quindi, è stato avviato un progressivo e parziale rinnovamento del Consiglio, con l’obiettivo di garantire continuità  tra il mandato appena concluso, il mandato 2009-2013 che stiamo avviando ed il prossimo mandato 2013-2017.</p>
<p><strong>Con l’insediamento dello scorso 7 ottobre, sono state individuate le cariche elettive di Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere?</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Si,  io sono stato confermato  nel ruolo di  Presidente; sono stati inoltre confermati Giuseppe Mazzotta, nel ruolo di Vicepresidente, e Rosa Maria Corbo, nel ruolo di Tesoriere; mentre Riccardo Lombardo rileverà  Gaetano Greco (che non si è ricandidato) nel ruolo di Segretario. Sono stati inoltre istituiti  dieci dipartimenti tematici,attribuiti ai dieci consiglieri. Dopo la nomina dei coordinatori e dei componenti dei dipartimenti suddetti, l’organigramma completo sarà pubblicato sul sito dell’Ordine.</span></strong></p>
<p><strong>Quali sono gli ultimi obiettivi raggiunti dall’Ordine o dalla Consulta Regionale, durante il precedente mandato?<span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p>L’ultimo obiettivo  raggiunto nel corso dell’ultimo mandato,è da riferire all’inserimento di due articoli,  che  hanno superato due  notevoli problematiche.</p>
<p>La prima riguardava la VAS, cioè la Valutazione Ambientale Strategica, che è una procedura alla quale devono essere sottoposti, dallo scorso 12 Febbraio, tutti gli strumenti di pianificazione ed i programmi che hanno una ricaduta sul territorio.</p>
<p>Per effetto di tale norma, tutti gli strumenti  urbanistici giunti al vaglio del CRU, dopo trafile decennali, avrebbero dovuto essere restituiti ai consigli comunali competenti per una rivisitazione  pressoché completa,  alla luce delle nuove procedure. Ciò avrebbe causato quindi un blocco totale della pianificazione regionale per i prossimi 5-6 anni.</p>
<p>Peraltro, tra i piani  rimasti fermi al CRU  vi era proprio quello di Agrigento, che giunto ad un passo dall’approvazione, veniva così bloccato chissà per quanti anni ancora.</p>
<p>La Consulta Regionale degli Architetti ha  chiesto dunque al Parlamento Regionale di varare una norma/deroga  per  gli strumenti di pianificazione  già adottati ed al vaglio del CRU. Tale norma è stata varata con l’art.59 della finanziaria, sbloccando  l’istruttoria di una serie di Piani, tra i quali il PRG di Agrigento, il quale  è stato infatti subito dopo approvato dal CRU.</p>
<p>Ma, in merito alla VAS, al di là della finanziaria, unitamente ad Agronomi, Geologi,  Ingegneri, INU e Legambiente, stiamo lavorando attorno ad  un tavolo tecnico istituito dall’Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente  Milone.  Il Progetto è quello di varare al più presto una normativa organica che imponga, a regime,  procedure che facciano già parte integrante dei processi di formazione degli strumenti di pianificazione del territorio, garantendone a monte la sostenibilità ambientale e scongiurando procedimenti paralleli che appesantirebbero notevolmente le già complicate procedure per dotare i nostri comuni dei necessari strumenti urbanistici.</p>
<p>Il secondo obiettivo, raggiunto in finanziaria, riguarda l’articolo 32, con il quale è stata finalmente stanziata una somma di 60 milioni di euro per il 2009 e di 90 milioni di euro per il 2010, per alimentare un apposito fondo di rotazione per  la copertura finanziaria dei progetti definitivi, necessari per accedere ai flussi finanziari regionali ed extraregionali.</p>
<p>Ciò garantirà una bella boccata d’ossigeno per i professionisti; ma non solo per questi: infatti, affidare progetti definitivi, per un importo globale di onorari pari a 150 mln di euro,  significa portare in Sicilia  parecchi miliardi di euro di opere pubbliche; fatto questo che consentirebbe la realizzazione di  infrastrutture e servizi importanti per il rilancio socio-economico della Sicilia.</p>
<p>Le somme  per i progetti definitivi, anticipate dal fondo di rotazione, saranno reincamerate  dallo stesso fondo dopo l’appalto dell’opera pubblica, attivando così un processo virtuoso che consentirà ai Comuni di potere finalmente affidare gli incarichi professionali e partecipare ai bandi del POR Sicilia 2007-2013, fruendo dei flussi finanziari europei.</p>
<p><strong>Qual è l’obiettivo n°1 per i primi 100 giorni del prossimo mandato 2007-2013?<span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p>Concretizzare il progetto dell’Ordine di realizzare il Distretto Produttivo Ecodomus Agrigento, che è un patto di sviluppo che coinvolge soggetti pubblici e privati, i quali si impegnano  a sostenere il ricorso a fonti di energia rinnovabile ed a tecniche costruttive che rispettino le regole della bioedilizia e del  risparmio energetico, creando nuove opportunità di lavoro nel settore. Un patto di sviluppo promosso dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento in collaborazione con  la Consulta Regionale degli Architetti, con l’obiettivo di estendere l’esperienza agrigentina al resto del territorio siciliano.</p>
<p>In sintesi, le imprese della filiera del settore edile, che  hanno aderito al distretto, potranno convertire il ciclo produttivo delle loro aziende al fine di utilizzare materiali e tecnologie biocompatibili, fruendo delle agevolazioni fiscali e finanziarie di cui al Decreto dell’Assessorato alla Cooperazione dell’1 dicembre 2005 e da specifiche misure previste per i distretti a livello nazionale.</p>
<p>Per fare un esempio, tali imprese potranno fruire più agevolmente dei fondi  del progetto di innovazione industriale Industria 2015, che punta proprio sui distretti produttivi e sulle reti di impresa.</p>
<p>Anche  gli enti pubblici che hanno aderito al distretto  fruiranno di vantaggi ed a loro volta contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi del progetto.</p>
<p>Per  rendere più comprensibile tutto ciò, ci faccia cortesemente  comprendere come un Comune possa  recitare la sua parte, in seno  a questo processo di promozione di sviluppo, bioediizia e risparmio energetico.</p>
<p>Un Comune che abbia aderito al distretto, da un lato potrà accedere più facilmente ai flussi finanziari europei, per le premialità, in termini di punteggio suppletivo, che alcuni bandi del POR destineranno ai soggetti che aderiscono ad un distretto produttivo, dall’altro, potrà inserire nel proprio regolamento edilizio una premialità, in termini di cubatura suppletiva, per le imprese che costruiscano edifici utilizzando materiali e tecnologie biocompatibili e/o fonti di energia rinnovabili.</p>
<p><strong>Quali sono i soggetti che hanno aderito al Distretto Produttivo Ecodomus?</strong></p>
<p>Al Distretto hanno aderito 167 imprese della filiera edilizia con ben 1793 dipendenti, 13 Comuni, La  Provincia di Agrigento, l’Istituto Autonomo Case Popolari,  Confindustria, Confimpresa e Confcooperative di Agrigento, l’Università di Palermo e di Agrigento, l’ASI di Agrigento, l’ASI di Gela,  gli Assessorati Regionali all’Industria ed al Territorio ed una serie di   Associazioni  di settore. Si delinea  dunque quella rete di imprese, centri di ricerca, università, professionisti ed istituzioni,   a cui punta  il progetto Industria 2015  a cui facevo riferimento prima.</p>
<p>Affinché il distretto sia operativo, è necessario che il Progetto, già istruito positivamente dalla Camera di Commercio e dall’Assessorato alla Cooperazione, venga infine  valutato positivamente dall’apposito nucleo di valutazione.</p>
<p>Presidente, concludo questa intervista, prendendo atto del programma ambizioso del neo-eletto Consiglio dell’Ordine e formulando a Lei, ed a tutto il Consiglio, i migliori auguri di  buon lavoro.</p>

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		<title>Palma di Montechiaro, avviati i lavori per il nuovo Commissariato di PS. Intervista a Rino La Mendola</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 21:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Gelo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Le interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Palma di Montechiaro]]></category>
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Il capo del Genio civile, Rino La Mendola, alla presenza del vice prefetto Diomede, del sindaco di Palma di Montechiaro, Rosario Gallo, del presidente della Provincia Eugenio D&#8217;Orsi e del questore Girolamo Di Fazio, ha illustrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/posa_pietra_palma1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-21488" title="posa_pietra_palma" src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/posa_pietra_palma1-125x75.jpg" alt="posa_pietra_palma" width="125" height="75" /></a>Sono stati avviati a Palma di Montechiaro i lavori per la costruzione di una nuova sede del commissario di Polizia.<br />
Il capo del Genio civile, Rino La Mendola, alla presenza del vice prefetto Diomede, del sindaco di Palma di Montechiaro, Rosario Gallo, del presidente della Provincia Eugenio D&#8217;Orsi e del questore Girolamo Di Fazio, ha illustrato i lavori previsti per la realizzazione del presidio. A tal proposito abbiamo intervistato il capo del Genio Civile.</p>
<p><strong>Architetto La Mendola, dopo la prima pietra per la costruzione della Caserma che ospiterà la Tenenza dei Carabinieri di Palma, martedì scorso abbiamo assistito alla cerimonia  per l’avvio dei lavori di costruzione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Palma di Montechiaro. Quale è il ruolo del Genio Civile in ambedue i lavori?</strong></p>
<p>Intanto vorrei sottolineare che il Genio Civile è ben lieto di offrire ancora una volta le professionalità di cui dispone a supporto dell’importante progetto di radicare progressivamente le forze dell’Ordine sul territorio provinciale, soprattutto  in zone nevralgiche, come Palma di Montechiaro o come Favara.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/avvio-lavori-comm-Ps-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-21490" title="avvio-lavori-comm-Ps-2" src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/avvio-lavori-comm-Ps-2-125x75.jpg" alt="avvio-lavori-comm-Ps-2" width="125" height="75" /></a></p>
<p>Per rispondere alla sua domanda,  in ambedue i lavori  sopra menzionati, il Genio Civile ha approvato il progetto, ha appaltato le opere da realizzare (a seguito degli esiti delle rispettive aste pubbliche esperite dall’UREGA), ha depositato i calcoli statici delle strutture e, soprattutto, curerà la direzione dei lavori.</p>
<p><strong>Entrando nel merito dei lavori di costruzione del nuovo Commissariato di Palma di Montechiaro, ci descrive  sommariamente il percorso politico/amministrativo attraverso il quale siamo giunti alla posa della prima pietra? </strong></p>
<p>I lavori, su apposita istanza della Questura, sono stati finanziati nel 2005 dalla Giunta Regionale, all’epoca presieduta dall’On. Cuffaro, per un importo complessivo di tre milioni di euro, utilizzando i fondi dell’art. 38 dello Statuto.</p>
<p>Nel 2005, dunque, è stato tracciato un percorso che, ha fatto registrare parecchie tappe:</p>
<p>dall’affidamento dell’incarico di Giugno 2006 all’Ing. Moscoloni  di Palermo, per la redazione del progetto esecutivo, all’approvazione del progetto di Ottobre 2007, passando per una serie di conferenze di servizi attraverso le quali la Questura ha più volte preso visione del progetto in cantiere, formulando, di volta in volta, suggerimenti per  garantire alta efficienza al commissariato, in relazione ai servizi che lo stesso avrebbe dovuto assicurare.</p>
<p>Infine, l’UREGA, nel 2008,<strong> </strong>ha esperito l’asta pubblica, aggiudicando l’appalto all’Associazione Temporanea di Imprese  che ha già avviato  i lavori,  che dovranno essere completati, come stabilito dal capitolato speciale d’appalto, entro diciotto mesi e pertanto entro la primavera 2011.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Può descriverci brevemente  l’edificio in costruzione?</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>L’opera  sarà  costruita, sul lotto trapezoidale di terreno, esteso  circa </strong> 4.310 metri quadri e compreso tra  la via <strong><em>Sotto Tenente Palma</em></strong> (a monte) e la via <strong><em>Brodolini </em></strong>(a valle).</p>
<p>L’edificio in costruzione si articolerà in  due elevazioni fuori terra  (piano terra e primo piano) ed un piano interrato.</p>
<p>Nel  <strong>piano interrato</strong> troveranno posto l’autorimessa, il tunnel balistico (di cui sono previste le sole opere murarie), magazzini, depositi (come il  locale scarico armi) ed il locale  che ospiterà  il gruppo elettrogeno.</p>
<p>Al <strong>piano terra</strong>, saranno concentrate tutte le funzioni operative, sia quelle aperte al pubblico che quelle riservate.</p>
<p><strong>Il piano primo </strong>è invece  interamente destinato agli <strong>alloggi del personale</strong> (10 camere con due posti letto), alla cosiddetta <strong>“zona benessere” </strong>, composta da tre sale da adibire ad attività di svago e di soggiorno con annessi servizi igienici ed, infine, all’<strong>alloggio per il Dirigente</strong>, separato dal resto della struttura con scala ed accesso indipendente, esteso  circa 125 metri quadri.</p>
<p><strong>Per la costruzione dell’edificio quale tipo di struttura viene prevista?</strong></p>
<p><strong>Le strutture dell’edificio saranno</strong> del tipo intelaiato in cemento armato, con solai latero-cementizi, con travetti in c.a. precompresso,  mentre le fondazioni saranno del tipo diretto, con travi rovesce, adeguatamente dimensionate.</p>
<p><strong>I calcoli statici sono stati</strong> redatti in conformità alla normativa sismica, introdotta dal DM 14 Settembre 2005, utilizzando dunque  il metodo degli stati limite; metodo che meglio garantisce “la gerarchia delle deformazioni”, migliorando notevolmente la prestazione della struttura in caso di sisma.</p>
<p><strong>Ricapitolando, attraverso l’efficienza e la competenza dell’Ufficio del Genio Civile, in meno di due anni, in provincia  potremo fruire di nuovi locali per la Tenenza dei Carabinieri di Favara e per il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Palma di Montechiaro. </strong></p>
<p>Il Genio Civile ha fatto e continuerà a fare la sua parte, grazie alle eccellenti professionalità di cui dispone,  ma i maggiori meriti vanno attribuiti  alle istituzioni competenti, come il Comando Provinciale dei Carabinieri  (per Favara) e come la Questura (per Palma di Montechiaro),  per avere costantemente stimolato la politica  affinché venissero finanziati i lavori di costruzione dei due edifici, che  ospiteranno altrettanti importanti  presidi di legalità. Meriti particolari sono da attribuire, infine, a chi ha proficuamente emesso i provvedimenti  di finanziamento dei due lavori sopra citati.</p>

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		<title>Tra Miccoli e Amelia, un agrigentino nello staff medico del &#8220;Palermo calcio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 11:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Gelo</dc:creator>
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Un&#8217;esperienza esaltante. Come non definire tale quello che sta accadendo all&#8217;agrigentino Camelo Roccaro,   da quasi un anno,  in qualità di osteopata, nello staff sanitario del Palermo calcio,  che nei prossimi giorni raggiungerà la squadra  nel ritiro  precampionato di  St. Veit an der Glan, in Austria.
A Roccaro &#8211; membro del Registro degli osteopati d’Italia,  dottore magistrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/Carmelo-Roccaro1.jpg"><img src="http://www.agrigentoweb.it/wp-content/uploads/Carmelo-Roccaro1-125x75.jpg" alt="Carmelo-Roccaro" title="Carmelo-Roccaro" width="125" height="75" class="alignleft size-thumbnail wp-image-16738" /></a>
</p>
<p>Un&#8217;esperienza esaltante. Come non definire tale quello che sta accadendo all&#8217;agrigentino Camelo Roccaro,   da quasi un anno,  in qualità di osteopata, nello staff sanitario del Palermo calcio,  che nei prossimi giorni raggiungerà la squadra  nel ritiro  precampionato di  St. Veit an der Glan, in Austria.</p>
<p>A Roccaro &#8211; membro del Registro degli osteopati d’Italia,  dottore magistrale in scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione e per anni  professore a contratto nel Corso di laurea in fisioterapia all &#8216;Università di Palermo &#8211; il  Palermo calcio ha  infatti rinnovato il contratto.</p>
<p>Continuerà così  lavorare  con giocatori di prestigio  e  campioni affermati  come  Miccoli o Amelia, solo  per citarne alcuni, con Zenga che addirittura nella conferenza stampa  di ieri ha annunciato che intende fare un campionato di vetta, parlando  addirittura di scudetto.</p>
<p><strong>Ma quale è il ruolo che svolge,</strong><strong> insieme ad altre figure sanitarie, un osteopata</strong><strong> per il recupero di atleti   infortunati?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217; osteopatia, spiega Roccaro, è una disciplina che si colloca nell&#8217;ambito delle terapie manuali che guardano alla globalità dell&#8217;equilibrio tra la struttura muscolo scheletrica, viscerale, del sistema cranio-sacrale e le varie funzioni dell&#8217;organismo di un individuo. Ogni limitazione di mobilità di una qualsiasi struttura del corpo finisce per alterare la sua funzione, estendendo questa alterazione ad altre parti corporee, attraverso una serie di adattamenti funzionali e posturali. L&#8217;osteopatia consente di individuare e rimuovere, con tecniche manuali, molti di questi “blocchi” della struttura corporea per consentirle di ritrovare un equilibrio e un funzionamento migliore&#8221;.</p>
<p><strong>In quali tipi di problemi è indicato questo tipo di trattamento?</strong></p>
<p>&#8220;Sicuramente è primariamente indicata in tutti i problemi di natura funzionale che interessano tutte le strutture muscolo scheletriche quali la colonna vertebrale, il bacino, il piede e tutto l&#8217;arto inferiore così come la spalla e tutto l&#8217;arto superiore ,che possono evidenziarsi con dolore, limitazione del movimento e alterazione della postura. Esistono anche ambiti di intervento nella sfera cervico-cranio-mandibolare, cranio-sacrale e viscerale per i problemi funzionali correlati&#8221;.</p>
<p><strong>Per motivi di riservatezza e di privacy,  Roccaro non può naturalmente fare riferimento  a  giocatori, situazioni e  vicende  che si sono verificate nell&#8217;ultimo campionato. </strong></p>
<p><strong>Spiega però come un osteopata può intervenire  nel delicatissimo  ambito dello sport professionistico ed in par5icolare  nel mondo del calcio. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&#8220;Tutti gli atleti, soprattutto in ambito professionistico, sottopongono, spiega Carmelo Roccaro,  la propria struttura fisica a notevoli sollecitazioni, seppur dietro una seria preparazione atletica mirata, caratterizzate dalla specificità del gesto sportivo proprio di quella disciplina, sia essa il calcio, il volley , il basket o altro. A volte il tipo di attività pone  la possibilità che questa possa portare a dei traumatismi di varia entità. Dopo il trauma , le cure mediche e riabilitative consentono il recupero dell&#8217;atleta ma spesso l&#8217;evento traumatico lascia delle micro riduzioni di mobilità o  fissazioni articolari.Queste, se non rimosse, possono creare , nel tempo, degli adattamenti posturali in grado di evidenziare problemi anche su distretti corporei lontani dalla zona interessata dal trauma. Nei calciatori, per esempio, molti traumi a carico della caviglia e del piede, possono creare blocchi capaci di provocare, a seguito di adattamenti dell&#8217;assetto corporeo, problemi  come il mal di schiena o disturbi muscolari di varia entità.L&#8217;osteopata, in questo caso individua e rimuove tali limitazioni funzionali con tecniche manuali , mai aggressive, per facilitare e accelerare tutto il processo di recupero effettuato dai fisioterapisti con l&#8217;esercizio terapeutico. In fase preventiva, essenziale in ambito sportivo, l&#8217;intervento osteopatico è importantissimo per evitare  traumi specifici o recidive e per migliorare la resa atletica&#8221;.</p>
<p><strong>Quest’anno il Palermo ha condotto un buon campionato, mancando per poco la qualificazione in European Laugue, cosa può dirci di questa esperienza?</strong></p>
<p>&#8220;Per me si è trattata di una esperienza entusiasmante. Lavorare per grandi campioni in un club prestigioso, insieme a colleghi fisioterapisti e medici di grande esperienza e professionalità oltrechè con bravi preparatori atletici , ha costituito una notevole opportunità di crescita tanto sul piano professionale quanto su quello umano&#8221;.</p>

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