di Nino Reginella
Era nell’aria che il rimpasto di soli tre assessorati operato dal Sindaco di Canicattì Corbo avrebbe creato malcontento e malumori all’interno di alcuni partiti del centrodestra.
Il Sindaco ,eletto con l’appoggio di liste civiche e di parte del centro sinistra, aveva deciso di transitare nelle fila del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo a seguito,così dicono i bene informati,di una iniziativa del consigliere comunale dell’MPA Luigi Cilia che ha proposto tale operazione politica al leader provinciale degli Autonomisti Roberto Di Mauro.
Tutto sembrava andare avanti secondo le regole imposte dalla politica,pare che il Sindaco avesse dato rassicurazioni all’MPA ed ai partiti alleati del centro destra che avrebbe azzerato la sua Giunta e dato la possibilità di inserire i nuovi assessori espressione di FI,AN,MPA e UDC.
Ma così non è stato,infatti subito dopo il Sindaco fa marcia indietro e comunica che avrebbe sostituito tre assessori,in pratica sono andati via solo l’assessore all’Urbanistica quello alla Cultura e quello allo Sviluppo Economico.
A questo punto i partiti del PdL,in particolare FI ,al quale Corbo aveva proposto solo un posto nell’esecutivo,decidono di rimanere fuori contestando al primo cittadino di non volere dare un segnale di cambiamento sull’azione politica operando solo tre “innesti”.
Dal canto suo invece AN decide di entrare in Giunta con il consigliere comunale Diego Ficarra e questo provoca le vivaci reazioni degli esponenti di Fi che contestano ai vertici del partito di Fini di operare una politica “confusionaria” che vede il PdL ,da un lato ,portare avanti una linea politica unitaria, l’ultima delle quali ha permesso l’accordo per la composizione della Giunta provinciale presieduta da Eugenio D’Orsi, nonché la scelta del nome per ricoprire la carica di Presidente del Consiglio provinciale, e dall’altro vede AN operare a Canicattì una scelta in contrapposizione a quella degli altri partiti che compongono il centro destra.
Ma anche in casa MPA l’appoggio a Corbo non sembra una scelta scontata,il segnale infatti arriva dalla rinuncia dell’esponente Antonino Cucurullo di entrare in Giunta.
Pare infatti che Il partito di Di Mauro chiedesse anch’esso l’azzeramento della Giunta nel suo complesso per permettere anche alla forte componente vicina alle posizioni di Giancarlo Granata di ottenere qualche posto nell’esecutivo.
Ma tale ipotesi è del tutto tramontata alla luce delle infuocate dichiarazioni del Sindaco rivolte contro Granata nelle quali traspare un certo astio nato pare per questioni personali ed anche perché uno dei due aspira a guidare la leadership del Movimento di Lombardo a Canicattì.
Adesso l’ultima parola spetta a Roberto Di Mauro che dovrà decidere se accogliere nelle fila del suo Movimento il Sindaco e convincerlo ad attuare un cambiamento di rotta dell’ azione politica così come richiesto da alcune componenti politiche del centro destra che accusano Corbo di avere portato avanti un programma fallimentare per il rilancio socio economico di Canicatti, il compito di Di Mauro è arduo si tratta di placare gli animi di qualche esponente politico di primo piano della cittadina canicattinese ed evitare che questi scontri possano avere gravi ripercussioni politiche sul cammino della nuova Giunta provinciale.
Dal canto suo Giancarlo Granata,raggiunto telefonicamente,su questa vicenda ha dichiarato:”nel Movimento per l’Autonomia c’è posto per tutti ma non per quelli che lo intendono utilizzare per soli scopi personali,i cosiddetti pendolari della politica che salgono e scendono a seconda della convenienza del momento sappiano che questo modo di fare politica vecchio nei modi e nelle idee non sarà accettato,ben vengano invece tutti coloro i quali credono che la vera politica sia quella della gente, delle idee e dei progetti non solo propagandistici ma effettivamente realizzabili”.
Scritto da Redazione | 29 ago 2008 - 16:58
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